Casini: "Voteremo la sfiducia a Berlusconi"

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
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Il leader dell’Udc: "Disponibili a costituire dal giorno dopo un governo di solidarietà nazionale". La Mussolini minaccia: "Se la Carfagna non mi chiede scusa non voto a favore del governo". Intanto Bocchino reclama i diritti di Fini sul logo del Pdl

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"Il 14 dicembre l'Udc voterà la sfiducia al premier Silvio Berlusconi, ma è disponibile a costituire dal giorno dopo un governo di solidarietà nazionale con il Pdl per evitare elezioni anticipate" dice il leader del partito, Pierferdinando Casini ribadendo una proposta lanciata ieri. "Il 14 dicembre è chiaro che non diamo di certo la fiducia al governo Berlusconi. Ma è importante quello che succederà il 15: un governo che una maggioranza di pochi voti che fa? Tira a campare?", ha detto Casini. Sull'idea di un "governo d'armistizio" partecipato dall'Udc e dal Pdl Casini ha detto: "Il fatto che ci siano risposte negative mi induce a insistere".
"E' un segno di debolezza. La mia proposta è l'unica soluzione seria. E' una proposta di cui sono convinto. Il fatto che nessuno l'accetti è la riprova che questa classe politica è inadeguata". "Le elezioni sono inutili. Chi dei due vince dovrebbe fare i conti con un centro moderato. Ma è pura irresponsabilità pensare che l'unica strada sia il tragitto delle elezioni", ha aggiunto. Entrando nella querelle interna al Pdl sul ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, il capo dell'Udc ha detto che "la Carfagna ha tutta la mia solidarietà perché oggi fa una campagna di pulizia giusta. Io sono per dare a Caldoro la gestione dei termovalorizzatori in Campania".


Simbolo Pdl - Intanto per tutta la giornata ha tenuto banco la guerra sul logo del Popolo della Libertà. Italo Bocchino ha dichiarato che "dicono che Berlusconi stia preparando un nuovo partito per rinnovarsi in vista del voto, comprendiamo la sua esigenza, anche perché il nome e il simbolo del Pdl sono in comproprietà con Fini e non potrà utilizzarli". E se il premier volesse "scendere in campo definendosi 'il vero centrodestra' - prosegue Bocchino - per evitargli problemi giudiziari, che purtroppo non gli mancano gli comunichiamo che dal 17 maggio scorso 'il vero centrodestra' è stato registrato da noi all'ufficio marchi e brevetti di Roma. Un'uscita che ha subito provocato la ferma reazione dei vertici del partito di Berlusconi che si è appellato alle disposizioni dell'Ufficio marchi e brevetti e agli articoli dello Statuto, sottolineando che il titolare del 'marchio' è Silvio Berlusconi. Nella discussione si è infilato anche il sindaco di Terzigno, sostenendo che il simbolo lo avrebbe creato lui. Mi sono presentato con questa lista alle elezioni comunali del maggio 2007 - spiega il primo cittadino - e sono diventato sindaco per la prima volta. Poi, con una scrittura privata, il 24 agosto successivo, l'ho ceduto a Silvio Berlusconi che è l'unico titolato ad utilizzarlo".

Scontro Mussolini - Carfagna
- E non si placa neanche la diatriba  tra il ministro per le Pari opportunità e la deputata campana. La Mussolini ha minacciato di non votare la fiducia al governo di Berlusconi il prossimo 14 dicembre se la Carfagna non le chiede scusa. "Avevo posto alla Carfagna una questione politica, ho avuto in risposta un insulto. Non voto la fiducia ad un governo dove c'è un Ministro per le Pari Opportunità che insulta le donne", ha detto. A rincarare la dose contro il ministro Carfagna ci pensa, dai microfoni di SkyTG24, il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli. "Cosentino - dice Cirielli a proposito dell'ex sottosegretario all'Economia dimessosi dopo l'inchiesta sugli appalti e "antagonista" della Carfagna - "in questi anni si è sempre dimostrato una persona moderata, non mi ha mai chiesto nulla e non ha mai mostrato l'arroganza e la prepotenza tipica dei camorristi". Mentre la Carfagna, continua Cirielli "mi chiese di piazzare dei suoi uomini che però non ritenevo adeguati al ruolo che dovevano ricoprire" all'interno della Provincia.

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