Mara Carfagna lascia e attacca la Mussolini

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Sul “Mattino” l’intervista in cui il ministro delle Pari Opportunità spiega il perché della scelta di dimettersi: "Nel Pdl c'è una guerra tra bande”. E alla parlamentare che l'ha accusata di tradimento: "Una vaiassa". La replica: "Indegna"

Le foto di Mara Carfagna

“Lascio e lavoro per Napoli. Berlusconi non mi ha convinta”. Si intitola così l’intervista rilasciata da Mara Carfagna a Il Mattino . Un’intervista in cui il ministro annuncia di lasciare non solo il dicastero, ma anche lo scranno di parlamentare e il Pdl”. Dimissioni che arriveranno solo il 15 dicembre per “non mancare di votare la fiducia al governo Berlusconi il 14 dicembre”.

Un malessere non recente - Nell’intervista, anticipata sabato 20 novembre e pubblicata domenica 21 novembre dal quotidiano di Napoli, il ministro spiega: “Il mio malessere non è recente. Risale a un anno e mezzo fa circa. I coordinatori del partito ricorderanno bene che più volte mi sono rivolta a loro per sistemare una situazione campana molto tesa, una guerra tra bande dove vige la prepotenza e l’arroganza. Ho inviato anche diverse lettere ai vertici nazionali, Berlusconi compreso, per segnalare che si è agito in Campania in violazione delle norme dello Statuto e per escludere coloro che fanno riferimento a me. Addirittura sono state cambiate le regole e modificate le date su internet”.

La questione termovalorizzatori - Poi, sui termovalorizzatori, questione centrale del caso Carfagna : “Nell’ultima seduta del Consiglio dei ministri ho fatto presente la mia preoccupazione sullo scontro istituzionale tra Comune e Provincia di Salerno che rischia di portare alla paralisi assoluta compromettendo la realizzazione dell’impianto. Non posso permettere che una guerra di potere faccia saltare una questione di vitale importanza per la Campania con la conseguenza che, dopo Napoli, anche Salerno possa essere sommersa dai rifiuti. Di qui l’esigenza di affidare le procedure a un commissario nella persona del presidente della Regione Stefano Caldoro, eletto nel Pdl e di indiscussa moralità e onestà. Ma quando il consiglio dei ministri ha accettato la mia proposta, Cosentino, Cesaro e altri si sono ribellati minacciando di non far entrare i deputati campani in Aula per votare la Finanziaria. Ho incontrato il collega Iapicca arrabbiato perché non volevano farlo entrare”.

L'attacco alla Mussolini - Nell'intervista al Mattino il ministro ha poi attaccato Alessandra Mussolini. La Carfagna ha ricordato la foto che la Mussolini le ha scattato in aula alla Camera mentre parlava con Italo Bocchino. "Quello è stato un atto di cattivissimo gusto che non merita commenti ma che si addice alla persona che l'ha commesso - ha detto la Carfagna - a Napoli le chiamano vaiasse...". La Mussolini, ha insistito, "è colei che in campagna elettorale disegnava le corna sui miei manifesti, che ha portato i cannoli alla conferenza stampa con Alfano. In un partito serio una 'signora' del genere sarebbe stata messa a tacere, invece mai nessuno ha avuto il coraggio di bloccarla".

La replica - Pronta la replica. “E' gravissimo che il ministro Carfagna rivolga a mezzo stampa gratuiti e volgari insulti a una donna parlamentare. Per questo inqualificabile comportamento, in palese contrasto con le finalità che il Ministero delle Pari Opportunità persegue, dovrebbe immediatamente rassegnare le dimissioni". E prosegue: "Le sue parole e il suo sono la conferma che non è in grado di ricoprire una così alta carica governativa. Chiederò al presidente della Camera Gianfranco Fini di adottare ogni iniziativa a tutela dell’onorabilità e della dignità dei deputati che lui rappresenta. Inoltre, dato che la Carfagna è membro dell'Ufficio di Presidenza del PDL, rappresenterò ai Vertici del Partito la necessità di valutare ai sensi dello Statuto le parole ingiuriose rivolte dal Ministro contro la classe dirigente della Campania". Mussolini conclude infine con una 'promessa': "la Carfagna sappia che alla prima occasione di incontro sarà mia cura replicare ai suoi insulti, guardandola dritta in quei suoi occhioni, che dopo le mie parole, ne sono certa, risulteranno ancora più sbarrati".

I titoli dei giornali - Alle dimissioni della Carfagna sono dedicate le aperture di diversi quotidiani ( guarda la rassegna stampa ). Come Libero , che attacca la scelta del ministro e titola: “Mara…meo Carfagna. Dalla crisi di governo alla crisi di nervi”. Per l’ Unità , invece, la scelta di Mara Carfagna è la scelta di Silvio.”Tra l’ex sottosegretario accusato di camorra (Nicola Cosentino) e il ministro rivale il premier si tiene il primo” Un titolo e una foto evocativa sulla prima pagina de Il Riformista : “Mara e Libertà”. Un gioco di parole che allude all’ipotetico passaggio del ministro a Futuro e libertà, una cosa che però lei stessa ha escluso nell’intervista a Il Mattino . La foto è il quadro “La morte di Marat” di Jacques Louis David è la morte di Marat (una delle menti della Rivoluzione francese pugnalato a morte), che diventa “La morte di Mara”.

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