Destra e sinistra: i "manifesti" di Fini e Bersani

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Ospiti di "Vieni via con me", il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, il presidente della Camera e il segretario del Partito Democratico hanno letto l'elenco dei valori delle due parti politiche. Attacca il Pdl: "Settarismo più unico che raro"

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Essere di sinistra vuol dire difendere l'uguaglianza, il lavoro, la laicità, il governo delle persone perbene, dice Pier Luigi Bersani. I valori della destra sono la legalità, l'orgoglio di essere italiani, le istituzioni autorevoli, giuste, rispettate, gli fa eco Gianfranco Fini. I due "manifesti", enunciati rispettivamente dal segretario del Pd e dal presidente della Camera, sono entrati con forza lunedì 15 nel lungo "reading" di Vieni via con me, il programma condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano su Raitre.

I due elenchi, che sembrano simbolicamente "aggiornare" l'ironica canzone-manifesto "Destra-Sinistra" di Giorgio Gaber del 1994, vanno in scena intorno alle 22. E dopo una vigilia di polemiche e nel giorno in cui i finiani escono dal governo, la partecipazione dei due leader si consuma in pochi minuti, senza contatti davanti alle telecamere ma con qualche "chiacchiera" dietro le quinte.

I valori della sinistra - Tocca prima a Bersani: "La sinistra - esordisce il segretario Pd, in abito blu e cravatta rossa - è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti". L'Italia "ha la piu' bella Costituzione del mondo, la si difende ogni giorno. Il 25 aprile si fa festa". Il lavoro, incalza Bersani, "non è tutto ma questo può dirlo chi il lavoro ce l'ha. Il lavoro è la dignità di una persona, sempre". Sinistra è ancora rispetto dell'ambiente, diritto di un figlio di immigrati di essere italiano, diritto di scegliere se morire, credere in un mondo in pace, la convinzione che "per governare bisogna essere persone perbene".

I valori della destra - Poi arriva Fini: abito grigio e cravatta blu, forse meno emozionato di Bersani, il presidente della Camera dice che "destra è pensare che è bello, nonostante tutto, essere italiani". Ringrazia i nostri soldati che "in Afghanistan ci difendono dal terrorismo", cita gli "eroi" Falcone e Borsellino, si appella alla necessità di istituzioni "autorevoli, rispettate, giuste": per questo - sottolinea - destra vuol dire senso dello Stato, etica pubblica, cultura dei doveri".
Per Fini, senza l"autorità della legge" e "una democrazia trasparente" c'è solo "anarchia". La conclusione è un invito all'ottimismo: "L'Italia ha fiducia nel futuro perché ha fiducia in se stessa, non dobbiamo costruirla dal nulla, c'è già, bisogna solo far sentire la sua voce, la sua voce profonda, anche questo è il compito della destra".

Le polemiche -
"Compitini banali", commenta a caldo il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. "Settarismo più unico che raro", taglia corto Fabrizio Cicchitto, che punta il dito contro l'assenza di contraddittorio e rilancia le polemiche dei giorni scorsi, alle quali Fazio risponde in apertura di puntata: elenca le decine di leader, da Berlusconi in giù, e di movimenti che il programma dovrebbe invitare "se fosse una tribuna politica", ma poi avverte: "Abbiamo solo due puntate".

Le letture di Fini e Bersani

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