Pd, dopo le primarie a Milano si dimette anche Penati

Filippo Penati
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Il capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani lascia l'incarico. "Credo sia necessaria una mia assunzione di responsabilità" scrive nella lettera indirizzata al partito. E aggiunge: "Con Pisapia si può vincere"

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Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, dopo il risultato delle primarie di Milano che ha visto l'avvocato Giuliano Pisapia battere il candidato appoggiato dal Pd Stefano Boeri, ha deciso di dare le dimissioni dall'incarico.
In una lettera scritta al segretario nazionale del Pd ha spiegato che di fronte al risultato delle consultazioni milanesi di domenica 14 novembre "credo sia necessaria una mia assunzione di responsabilità".

"Una scelta che gli fa onore - he commentato Bersani - Penati ha rinunciato a dei compiti operativi rimanendo negli organi dirigenti. Vuol dedicarsi alla questione che si è aperta a Milano e in Lombardia, prendiamo atto di questa sua volontà con grande stima".  

Penati e il sostegno a Pisapia -
"Proprio perché penso che la vittoria alle comunali di Milano sia più importante delle vicende personali - ha detto Penati - per questo continuerò ad impegnarmi con convinzione per Milano, e perché credo che con Giuliano Pisapia si possa vincere, intendo rinunciare all'incarico  di responsabile della segretaria politica che tu mi hai affidato". "Io - ha spiegato entrando nel merito della vicenda milanese - ho condiviso e sostenuto la scelta compiuta dalla Direzione provinciale milanese di candidare Stefano Boeri alle primarie per le comunali di Milano. Di fronte al risultato della consultazione di domenica scorsa e al dibattito che ne è seguito, credo sia necessaria una mia assunzione di responsabilità".
"Ora - aggiunge - è necessario superare rapidamente la pur doverosa fase di chiarimento che ci vede ancora una volta ripiegati su noi stessi e accettare l'esito delle primarie, senza rinviare la campagna elettorale per Giuliano Pisapia che ci deve portare a sconfiggere le destre a Milano". "Al giovane gruppo dirigente milanese e lombardo, a cui chiedo di riconfermare la fiducia - prosegue - va riconosciuto il merito di aver tenacemente voluto le primarie e di aver offerto ai milanesi l'opportunità di una vera partecipazione. Sono state primarie non scontate, vero esempio di democrazia partecipata".

Riflessione sul calo delle affluenze -
"Il dato che più preoccupa è la flessione del numero dei votanti, che mette in luce la necessita di una rimotivazione del nostro elettorato, che vive un momento di scoramento che è nostro dovere non sottovalutare".
"Proprio perché penso che la vittoria alle comunali di Milano sia più importante delle vicende personali - continua la lettera - e per questo continuerò ad impegnarmi con convinzione per Milano, e perché credo che con Giuliano Pisapia si possa vincere, intendo rinunciare all'incarico di responsabile della segretaria politica che tu mi hai affidato".

"Ora - conclude - quello che serve è chiudere in fretta il confronto nel nostro partito. Ora serve che il Pd sia in campo con Pisapia per battere la Moratti. Da parte mia continuerò a lavorare con la passione e l'impegno di sempre per la vittoria a Milano e per l'affermazione dell'alternativa nel Paese. A te il mio più sincero augurio di buon lavoro".

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