Il Pd si lancia su Facebook. Ma poi si dimentica

La pagina del segretario del Pd Pier Luigi Bersani
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Il partito di Bersani invita i suoi elettori a cambiare la propria immagine sul social network per sostenere l'iniziativa del 'Porta per Porta'. Peccato che i primi a non farlo siano gli ideatori dell'iniziativa e tutti i dirigenti

di David Saltuari

Parte la grande mobilitazione Porta per Porta del Pd, un'iniziativa lanciata dal segretario Bersani con l'intenzione di rivitalizzare la base del suo partito e guadagnare consensi tra gli elettori delusi. Una giornata in cui i militanti e gli iscritti gireranno casa per casa, bussando appunto alle porte dei cittadini, per raccontare, come dicono loro, "un'Italia diversa". Un'iniziativa lanciata soprattutto sui social network con un gesto che, nelle intenzioni degli ideatori, dovrebbe diventare un fenomeno virale. Per un giorno tutti i simpatizzanti cambieranno il logo sul proprio account con la scritta "Oggi non mi trovate su Facebook. Sono con il Pd a fare il porta a porta". Un'idea tesa a sfruttare la natura sociale della piattaforma di amicizia online, efficace e che in passato, su iniziative nate dal basso, ha avuto molta fortuna. Peccato però che, a parte il segretario Bersani, tutti gli altri dirigenti del partito abbiano lasciato online la loro immagine di sempre.

Non l'ha cambiata né Rosy Bindi, che del Pd è il presidente, né i due vicepresidenti Ivan Scalfarotto e Marina Sereni, non l'ha cambiata né il vicesegretario Enrico Letta o il coordinatore della segreteria Filippo Penati, né padri nobili come Massimo D'Alema o Walter Veltroni. Vabbe', si dirà, sono tutti personaggi (tranne Scalfarotto) di un'altra generazione, non abituati alle dinamiche del web. Ma tra i dirigenti e i quadri più giovani le cose non migliorano. I due rottamatori Pippo Civati e Matteo Renzi non ce l'hanno, ma loro sono scusati, sono dei contestatori (anche se Civati sul suo blog aveva lodato l'iniziativa); però non ce l'hanno neanche giovani del Pd come Maurizio Martina (segretario regionale della Lombardia),  Matteo Orfini o Andrea Orlando, considerati più "inseriti" nel mondo del web.
Tutti colpevoli di poca attenzione verso le iniziative del partito? Poveretti, non è tutta colpa loro. Il primo a non aver cambiato la propria immagine su Facebook, è stato proprio Stefano Di Traglia, responsabile della comunicazione del Pd e ideatore dell'iniziativa.

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