Governo in crisi, è guerra di mozioni

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Pd e Idv ne presentano una di sfiducia alla Camera. Il Pdl annuncia invece un documento di sostegno al Senato. E se Bersani invita i finiani a essere coerenti, Berlusconi dice ai suoi: "Vogliono che vada via? Mi votino contro” . GUARDA LA RASSEGNA STAMPA

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Fini, Berlusconi e il Pdl. LE FOTO

Una, presentata al Senato dal Pdl, in favore del governo; l'altra, firmata dal Pd e dal'Italia dei valori, che sarà discussa alla Camera con l'obiettivo di sfiduciare l'esecutivo.
La crisi del governo diventa una guerra di mozioni parlamentari. Ed è questo, infatti, il titolo con il quale aprono gran parte dei quotidiani di oggi, sabato 13 novembre, che raccontano i retroscena e le reazioni dei principali partiti.
Una resa dei conti che si gioca sul filo del calendario: decisiva sarà infatti la data in cui verranno calendarizzate le due mozioni.

Il governo punta prima al Senato, dove conta di avere una maggioranza anche senza l'appoggio dei finiani; l'opposizione auspica invece che il primo atto sis volga alla Camera, dove Pdl e Lega non sono autosufficienti.
E se l'opposizione, con Bersani in testa, chiede ai finiani di essere coerenti e invita "tutti quelli che pensano che questa fase è finita e questa è un'occasione per dimostrarlo" a far seguire i fatti alle parole dei giorni scorsi, il Popolo della libertà con il ministro della Difesa Ignazio La Russa prospetta anche l'ipotesi dello scioglimento di uno dei due soli rami parlamentari, la Camera.

Berlusconi, intanto tace, evitando persino la tradizionale conferenza stampa di chiusura sul G20, che ha discusso sui principali nodi economici della crisi mondiale. Ma, secondo quanto riportano i quotidiani, il premier continua a restare sulla linea della fermezza: "Fini - avrebbe detto ai suoi fedelissimi - se vuole che io vada a casa deve votarmi contro, insieme a Di Pietro e al Pd".

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