Bondi a SkyTG24: "La mozione di sfiducia mi amareggia"

Bondi
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Il ministro dei Beni Culturali, al centro delle polemiche dopo il crollo della Domus dei Gladiatori a Pompei: “È caduto un tetto costruito negli anni '40, i mosaici restano preservati”. Poi sul governo: “Escludo quello tecnico”. L’INTERVISTA INTEGRALE

"Contro di me una polemica ingiusta e violenta". Così il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi intervistato da Maria Latella su SkyTg24 parla del crollo della Domus dei Gladiatori di Pompei. "E' crollato un tetto in cemento armato costruito negli anni '40. I mosaici - sottolinea il ministro - restano preservati. Alla Scuola dei Gladiatori saremo in grado di restaurare. Come ha detto il prof. Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, la vicenda del crollo è una patacca. Non l'ho detto io, ci sarebbero state polemiche furibonde, ma lo sottoscrivo".

"Mi amareggia soprattutto il fatto che un grande partito di opposizione come il Pd abbia voluto presentare addirittura una mozione di sfiducia nei miei confronti - ha aggiunto Bondi - su una vicenda come quella che ho chiarito in Parlamento con argomenti credo convincenti, sia sotto il profilo tecnico che politico". "Io mi auguro che Futuro e Libertà non voti la mozione di sfiducia, insieme alla sinistra, contro di me. C'è stata una rottura, come è evidente, io ho preso posizione contro Fli e Fini ma sono state prese di posizione politiche. Spero che questo non venga utilizzato contro di me perché sarebbe pretestuoso".

“Non siamo agli ultimi giorni di Pompei, questo è l' ultimo colpo di coda della vecchia classe politica alla quale appartiene anche Gianfranco Fini, un politico di professione che non ha saputo svolgere all' interno del Partito delle Libertà un dissenso intelligente, duttile e sapiente”. “Una parte della classe politica è indifferente alle questioni di governo e più che alla politica del fare - ha osservato Bondi - si impegna nella politica delle polemiche e delle carriere”.

"Ieri il gruppo dirigente del Pdl ha detto con chiarezza che è a fianco di Berlusconi e che non vediamo altre possibilità di governi diversi. In alternativa ci sono solo le elezioni anticipate". "Un governo tecnico o di transizione -ha aggiunto Bondi - sarebbe costituzionalmente lecito ma politicamente illegittimo. Oggi non ci  sono le condizioni per un governo tecnico: sarebbe un rovesciamento della volontà democratica poiché metterebbe insieme tutte le forze politiche che hanno perso le elezioni, che manderebbero all'opposizione chi, al contrario, le elezioni le ha vinte. Allora -ha concluso il coordinatore del Pdl - meglio le elezioni subito che andare avanti in una situazione di logoramento continuo".

"Non c'è nulla di illegittimo nelle vicende private di Silvio Berluconi", ha detto il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi. "Non vedo nulla che sia disdicevole nell'incontrare gli amici e avere serate in allegria. Diverso è l'impegno pubblico. Lascerei da parte le campagne scandalistiche e mi concentrerei sul confronto politico".

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