Governo, Pd e Idv presentano mozione di sfiducia alla Camera

Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, e il leader dell'Idv Antonio Di Pietro
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Il capogruppo Dario Franceschini ha scritto al presidente della Camera per chiedere di calendarizzare il voto al più presto. Contromossa del Pdl che presenta una mozione a sostegno dell'esecutivo al Senato. La Russa: "Scioglere una sola camera"

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L'opposizione presenta una mozione di sfiducia al governo - Il Pd e l'Italia dei valori hanno presentato, alla Camera, una mozione di sfiducia contro il governo. Il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, ha scritto al presidente della Camera Gianfranco Fini per chiedere di convocare subito una conferenza dei capigruppo che calendarizzi il voto sulla mozione.

Il Pdl rilancia l'appoggio all'esecutivo - Dalla parte opposta, il gruppo del Pdl al Senato ha deciso di presentare una mozione parlamentare a sostegno dell'azione del governo. La mozione è di due righe: "Il Senato invita il governo a proseguire nella sua azione secondo le linee tracciate dal presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi" ed è stata presentata dal capogruppo Maurizio Gasparri. Gasparri chiederà la calendarizzazione alla conferenza dei capigruppo "in tempi che non intralcino l'approvazione del documento di bilancio e della legge di stabilità".

Bersani: "Fini sia coerente"
-  "La mossa al Senato è solo traccheggiamento. A Montecitorio c'è già una mozione di sfiducia. Io voglio credere che si eserciti la coerenza di tutti quelli che pensano che questa fase è finita e questa è un'occasione per dimostrarlo". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, si appella così al presidente della Camera, affinchè anche Fli voti la mozione di sfiducia al governo presentata da Pd e Idv. I deputati di Futuro e Libertà, da parte loro, decideranno come comportarsi con la mozione di sfiducia contro il governo dopo la sua calendarizzazione. Il provvedimento sarà infatti esaminato in una riunione ad hoc del gruppo che.

Corsa contro il tempo -E conclusa la gara sulla presentazione delle mozioni, sui tempi del voto la decisione passa ai presidenti di Camera e Senato, cioè a Gianfranco Fini e Renato Schifani, visto che il ramo del Parlamento che per primo voterà la propria mozione sarà quello che per primo calendarizzerà il voto nella conferenza dei capigruppo.

Sciogiere una sola camera - In serata Ignazio La Russa torna sulla questione e spiega che la mozione di fiducia al Senato è finalizzata a chiedere lo scioglimento solo della Camera dei deputati. "Noi di Berlusconi bis non vogliamo parlare - spiega il ministro della Difesa - , ma non siamo chiusi, siamo disponibili ad allargare la maggioranza, sia con Fini che nella maggioranza c'era già che con Casini". E spiega: "Del resto, è più semplice trovare un'intesa nel centrodestra che fare un Berlusconi Bis. Poi se non capiterà, bene, altrimenti se non abbiamo la maggioranza siamo pronti ad andare al voto". E ha concluso: "Ci sarà un voto al Senato e lì si capirà se il governo ha la maggioranza, poi il presidente della Repubblica Napolitano ha naturalmente tutte le prerogative, anche quella di sciogliere solo una Camera, e non il Senato. Questo è possibile - prosegue - ma libero il Presidente di esercitare tutte le prerogative contenute nella Costituzione, nessuno può immaginare che chi ha vinto le elezioni sia all'opposizione".

Confronto dopo la Finanziaria - Intanto Fabrizio Cicchitto, il giorno dopo la fumata nera per il tentativo di mediazione tra Bossi e Fini, anticipa che "il chiarimento vero verrà dopo la Finanziaria". "Faremo una verifica parlamentare, al Senato e alla Camera - spiega il capogruppo Pdl a Montecitorio - e lì si vedrà quale sarà l'orientamento della maggioranza di deputati e senatori". "Se sarà un orientamento favorevole al governo - aggiunge - si andrà avanti. Qualora ci fosse un atteggiamento diverso per noi è chiaro che l'unico sbocco democraticamente possibile è tornare davanti al popolo sovrano".

Già giovedì sera era emerso che l'orientamento di Berlusconi e del Pdl era un no alle dimissioni del premier, mentre Fli aveva annunciato il ritiro della sua delegazione di governo per lunedì.
"Andare avanti e recarsi in Parlamento sono le due facce della stessa medaglia", dice Cicchitto. "Credo che da parte di tutti, per senso di responsabilità, ci sia l'impegno di espletare l'iter parlamentare delle cose più significative, e in primo luogo della Finanziaria". Quanto all'annuncio da parte di Fli di non partecipare all'eventuale voto di fiducia proprio sulla Finanziaria, Cicchitto dice: "Ognuno assumerà le proprie responsabilità".

Casini: no al Berlusconi bis - Intanto, Pierferdinando Casini afferma che un'ipotesi governo Berluscon- bis "non è nel novero delle possibilità". Per il leader dell'Udc, comunque l'ipotesi "fa parte del secondo atto", quello che riguarda "il presidente della Repubblica che saprà indicare la persona che ritiene più opportuna". Casini inoltre sottolinea che "le elezioni sono una follia". Ora, aggiunge, "è necessario per tutti trovare una soluzione, ma non mi sembrano indicati né toni sbracati contro Berlusconi né il minacciare le piazze come fa il presidente del Consiglio che, evocandole, dimostra di non avere il polso della situazione".

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