Governo alla resa dei conti: Bossi e Fini a confronto

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L’incontro rappresenta il tentativo in extremis del leader della Lega di salvare l’esecutivo. Napolitano: "Chi guiderà il Paese sia concreto”. Il Pd raccoglie firme per la sfiducia. Berlusconi a Seul: "Ora ho delle difficoltà"

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E’ il giorno dell’atteso faccia a faccia tra Umberto Bossi e Gianfranco Fini . Un incontro che rappresenta il tentativo in extremis del leader della Lega di salvare la tenuta del Governo.
"Al momento nel mio Paese ho delle difficoltà" ha ammesso Silvio Berlusconi durante un incontro a Seul con il primo ministro della Repubblica socialista del Vietnam.

Le ultime ore prima del vertice sono state vissute con trepidazione nel 'Palazzo'. In campo è sceso anche Gianni Letta, che avrebbe sondato il presidente della Camera in un colloquio riservato, anche se mai confermato dai diretti interessati (e riportato sui giornali: GUARDA LA RASSEGNA STAMPA ). Secondo il retroscena riportato da la Repubblica , Letta avrebbe offerto a Fini un Berlusconi bis, che il leader Fli avrebbe respinto. Ma che si sia giunti ad un passaggio estremamente delicato lo dimostra anche una battuta che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio si lascia sfuggire durante un convegno, a Roma:" Questo governo che rappresento pro tempore ha prospettive molto brevi". Poi però ha precisato: "Era solo una battuta". E ha aggiunto: "Si parlava delle prospettive di un'azienda da qui al 2020 e ho solo detto che sono prospettive più ampie di quelle del Governo".

Futuro e Libertà, intanto, intende "proseguire sulla linea espressa da Fini a Perugia" , ovvero nella richiesta di un passo indietro di Berlusconi. Ipotesi che, a sorpresa, anche la Lega Nord sembrerebbe disposta a percorrere "nell'interesse di tutti". Il ministro Roberto Calderoli delinea una road map di quella che appare una crisi pilotata: "La Lega ha fatto la sua parte e ora toccherà a Fini - spiega l'esponente leghista - Poi contiamo molto su Napolitano e sul suo ruolo di equilibrio". "Dopodiché - aggiunge – spetterà a Berlusconi decidere".

Intanto, nella maggioranza si ragiona sulla configurazione di un possibile nuovo governo di centrodestra, nel caso in cui giungesse a buon fine la trattativa sulla crisi pilotata, ipotizzando anche un esecutivo presieduto proprio da Gianni Letta. Resta incerto, però, l'atteggiamento del Carroccio nei confronti di un coinvolgimento dei centristi. Probabile che di questo aspetto si parli proprio nell'incontro Bossi-Fini.

Il presidente della Camera ha tenuto mercoledì 10 novembre un lungo colloquio a Montecitorio con i due leader di Udc e Api, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli: un'ora e mezza nel corso della quale si è certamente parlato dell'ipotesi che la maggioranza sia allargata ai moderati. Dell'incontro trapela soltanto che i tre hanno condiviso "il senso di responsabilità da tenere rispetto alla crisi economica oggetto dell'appello di Napolitano". Un chiaro riferimento alla discussione della legge finanziaria e una plastica rappresentazione di prove di 'terzo polo', secondo alcuni attenti osservatori politici.

Il capo dello Stato, d'altronde, fa sentire nuovamente la sua voce: "Chiunque sarà chiamato a governare, ancora o nuovamente - spiega – dovrà fare i conti con i problemi concreti", spiega il presidente della Repubblica nel suo saluto all'Assemblea dell'Anci. "Siamo in un momento di grandissima turbolenza - rimarca - C'è una situazione di grandissima incertezza politica, grande tensione e ci sono molte contrapposizioni e incognite".

Nessuno si permette di tirare Napolitano per la giacchetta e lo stesso presidente sembra voler intervenire solo se e quando la situazione lo richiederà ed in base a quanto previsto dalla Costituzione. I partiti lavorano alla soluzione della crisi. All'interno di Fli non si esclude di "ritirare la delegazione del governo da subito", come paventa Fabio Granata . Ma c'è anche chi nel corso di una riunione con Fini conviene sull'opportunità di "aspettare di vedere cosa proporrà Bossi" anche se "la posizione- si ribadisce- resta quella espressa da Fini a Perugia".

Anche l'opposizione si prepara. Il Pd ha cominciato la raccolta di firme per la mozione di sfiducia al governo. "Il nostro obiettivo - spiega il segretario Pier Luigi Bersani - è rendere evidente e formale la crisi". E a Montecitorio non si esclude che tra le firme raccolte possa spuntare anche quella di qualche futurista. Segnale, quest'ultimo, che le trattative anche per un eventuale Berlusconi Bis non avrebbero alcuna possibilità di giungere a conclusione.

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