Pisapia, l’avvocato per difendere Milano: "Voltiamo pagina"

Giuliano Pisapia
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È uno dei candidati alle primarie del centrosinistra del 14 novembre e ci svela il suo ottimismo: “Quest’anno ce la facciamo”. Poi, tra un fumetto di Topolino e l’altro, annuncia “il registro delle coppie di fatto”. LE FOTO E IL VIDEO-ESAME DI MILANESITÁ

Guarda la fotostory di Giuliano Pisapia e leggi le cartoline che ha inviato tramite Sky.it ai milanesi. Scopri poi come se la sono cavata con l'esame di "milanesità" anche Stefano Boeri, Valerio Onida e Michele Sacerdoti.

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di Daniele Troilo

Una cosa va detta subito: riuscire a fermare Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano alle primarie del centrosinistra, in questi ultimi giorni di campagna elettorale è più difficile che arrampicarsi sulle guglie del Duomo. “Con il mio staff abbiamo deciso di privilegiare soprattutto gli incontri con i cittadini e con i quartieri – si giustifica lui –  La mia agenda è stracolma di impegni, però posso dire di essere stanco, ma felice”. Ancora pochi giorni e potrà tirare il fiato, comunque vada. Insieme a Stefano Boeri, Valerio Onida e Michele Sacerdoti è a caccia dell’unico posto utile nel centrosinistra per sfidare il candidato del centrodestra (forse l’attuale sindaco Letizia Moratti, forse no) nella corsa a Palazzo Marino. L’appuntamento con le primarie è per domenica 14 novembre.

Pisapia, classe 1949, avvocato e parlamentare per due legislature nelle file di Rifondazione Comunista come deputato indipendente, sente che dopo quasi 20 anni di dominio berlusconiano e della Lega in città il vento è cambiato. “Queste primarie hanno catalizzato un’energia nuova e raccolto forze fresche che qui a Milano non si vedevano da molti anni – dice – Ho sentito persone che dopo tanto tempo hanno ritrovato la voglia di andare a votare o di votare senza turarsi il naso. Questo potrebbe essere l’anno buono per battere il centrodestra”. Nella sfida con gli altri candidati alle primarie Pisapia ha già vinto su Internet, con una pagina di Facebook che ha superato 10 mila contatti mentre Boeri, al secondo posto, è fermo a quota 5 mila (i sondaggi garantiscono che sarà testa a testa fra i due fino all'ultimo voto). “Devo ringraziare i ragazzi del mio staff che hanno saputo sfruttare al meglio le potenzialità del web”, ammette lui. Proprio i giovani potrebbero essere determinanti in occasione di questo voto e sono quelli a cui Pisapia prova a strizzare l’occhio. Ma c’è un problema: a Milano ultimamente sono diventati come la nebbia, ce n’è sempre di meno. “Questa è ormai una città di anziani, le coppie che fanno figli sono poche e i figli degli extracomunitari sono ancora piccoli. Però credo che, per quanto riguarda la partecipazione dei giovani, con queste primarie ci sia stato un grande salto di qualità e sono certo che domenica, e nel duello di primavera con il centrodestra, questo elemento emergerà”, assicura.

Lui non ha figli ma è felice di aver “adottato” quello della sua compagna e di avere sette nipoti con cui ama viaggiare e scambiarsi copie di Topolino. La sua grande passione. “È il mio sonnifero, ho sempre una copia sul comodino e lo leggo prima di addormentarmi – spiega Pisapia - Mi diverte perché mi fa andare a letto più tranquillo e non mi fa pensare a quello che ho fatto durante il giorno”. Tanto per fare un esempio: osservando una delle librerie del suo studio, a pochi passi dal Palazzo di Giustizia, può capitare di imbattersi per sbaglio in un volume come questo: Relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Sindona e sulle responsabilità politiche e amministrative a esso eventualmente connesse. Roba da non dormire per settimane...

I punti di forza del suo programma sono la legalità, i diritti e il lavoro, soprattutto per i giovani. Ci sarà una cosa diversa rispetto agli altri candidati? “Le nostre tematiche in fondo fanno parte di un programma comune che è il programma del centrosinistra. I punti di base sono gli stessi, poi ognuno ha le sue peculiarità – dice Pisapia, che illustra la sua: “Un tema che non ho visto nei programmi degli altri è il registro delle coppie di fatto ed è forse l’elemento che caratterizza un po’ la mia posizione. È chiaro che non è una priorità assoluta, ma è una cosa da fare”. Ma che potrebbe fargli perdere una fetta dell’elettorato di centro nel caso fosse lui il candidato sindaco da opporre al centrodestra: “Non penso sia una scelta che allontanerebbe i cattolici o il piccolo grande centro (se ci sarà). Queste unioni di fatto sono ormai una realtà che nessuno può più nascondere e che è nella vita quotidiana di ognuno di noi, personalmente o tramite amici e conoscenti. È incredibile che a Milano non ci sia questo registro, che invece altre città, alcune anche non governate dal centrosinistra, hanno già adottato”.

Prima di diventare avvocato e seguire processi delicati come quello sulle “Toghe sporche” o sul G8 di Genova in cui ha difeso la famiglia di Carlo Giuliani, Pisapia ha fatto di tutto. Studente di medicina, poi operaio, impiegato e solo alla fine togato. “Volevo fare il medico – ricorda Pisapia – mi pareva che quello del dottore fosse il lavoro più utile, quello che ti permette di aiutare le persone nei momenti di maggiore difficoltà. A medicina ho fatto solo sei esami; poi ho deciso che volevo cominciare a lavorare in fretta, essere indipendente, costruire la mia vita”. E così ha fatto felice anche il papà avvocato, dispiaciuto perché fino ad allora nessuno dei sette figli aveva seguito le sue orme. “Ma poi - aggiunge Pisapia – ho anche capito l’utilità di questo mestiere, anche così ho aiutato molte persone”. Ora vuole “difendere” Milano. Ad appoggiarlo è venuto in città anche Nichi Vendola, governatore della Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà. Ma soprattutto l’uomo nuovo della sinistra italiana che secondo alcuni potrebbe contendere a Berlusconi e al centrodestra la leadership del Paese. “Con Vendola ho un rapporto fortissimo da ormai 30 anni”, spiega Pisapia, che comunque ci tiene a precisare di essere sceso in campo senza partiti e che sono stati questi ad appoggiare il suo nome in un secondo momento. La sua candidatura, però, potrebbe essere vista inevitabilmente anche come un test per lo stesso Vendola e per il centrosinistra italiano: “Mi rendo conto che cambiare a Milano significa anche incidere sul cambiamento nel resto del Paese. In ogni caso io spero solo che chi vince queste primarie diventi anche sindaco di Milano e che governi bene questa città… Anche se peggio di come è stata governata in questi ultimi anni è praticamente impossibile”.

LA CARTA D'IDENTITA'

Nome: Giuliano
Cognome: Pisapia
Nato a: Milano
Età: 61 anni
Stato civile: vive con la compagna
Figli: nessuno
Professione: avvocato
Segni particolari: interista
Sito web: www.pisapiaxmilano.com
Facebook: più di 10 mila "amici"

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