C'era una volta...nel centrodestra

Flavia Perina, deputata Fli e direttore del Secolo d'Italia
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Berlusconi come James Woods nel capolavoro di Sergio Leone. Il paragone è di Flavia Perina, deputata di Fli e direttore del Secolo d'Italia che racconta la sua delusione per il Pdl: "Bisognava abbassare gli occhi ogni volta che passava un Cosentino"

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"Vede, presidente Berlusconi, anche io ho una mia storia, più semplice della sua…". Flavia Perina, parlamentare di Futuro e Libertà per l'Italia e direttore dal 2000 del Secolo d'Italia, prende in prestito una battuta di "C'era una volta in America" per marcare ancora di più le distanze dal presidente del Consiglio.

"Credevo in certe cose, ho fatto politica per affermarle - scrive nel suo blog ospitato da IlPost.it - Avevo scelto la destra, mi sono impegnata perché mettesse in luce la sua parte migliore. Si è prospettata l’idea di un grande progetto politico, ho partecipato immaginando di poter far valere le mie idee in quel contenitore".

La giornalista viene eletta nel 2006 alla Camera tra le fila di Alleanza Nazionale. Due anni dopo partecipa anche lei alla nascita del Popolo delle Libertà. In un percorso parallelo a quello di Gianfranco Fini anche lei nota che qualcosa non va.

"Ho scoperto - scrive ancora la Perina - che lì dentro dovevo abbassare gli occhi ogni volta che passava un Cosentino. Un Brancher. Un Lavitola. Una Ruby e una Noemi. Dovevo far finta di non vedere Lele Mora, di non sapere del sindaco di Adro, di non sentire Dell’Utri quando dice che Mangano è un eroe. E raccontare che le famiglie si aiutano solo se sposate e “orientate alla procreazione”. Che Cucchi è morto perché era un tossico. Che la bestemmia va “contestualizzata” e le donne non sono mai state libere e rispettate come adesso…". Già, le donne. Proprio la deputata, negli anni 80, è stata tra le fondatrici di "Éowyn", uno dei primi esperimenti di femminismo di destra.

Ma il fulcro del ragionamento di Flavia Perina rimane "C'era una volta in America". Una scelta non casuale: "E' il film che con più potenza mette a confronto le speranze spavalde e mitiche dell’adolescenza con la disillusione dell’età adulta". Disillusione che il direttore del Secolo trasforma in una personale fotografia del panorama politico attuale. "Come finisce la scena lo sanno tutti. James Woods, l’onnipotente senatore, rimane solo nella sua stanza damascata aspettando l’inevitabile fine: passando dalla metafora alla realtà, mi sembra che il confronto politico, oggi, sia arrivato esattamente a questo punto".

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