Pompei, il Pd pensa alla mozione di sfiducia per Bondi

Il ministro Bondi a Pompei dopo il crollo della Domus
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Non si fermano le polemiche dopo il crollo della Domus. Il Pd aspetta di sentire l’intervento del ministro dei Beni culturali, previsto per il 10 novembre, per poi decidere se sfiduciarlo. Il finiano Granata: “Si faccia nominare ministro della Propaganda”

Crolla la Domus dei gladiatori: le foto

Dopo il crollo della Domus a Pompei, continuano le polemiche contro il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, mentre la Procura ha aperto due fascicoli per indagare su quanto accaduto. Il Pd è pronto a presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ma chiederanno al ministro di riferire prima in Parlamento.
L'intervento di Bondi è previsto per mercoledì 10 novembre, alle 11. In quella occasione, il Pd, una volta ascoltate le parole del ministro, dovrebbe presentare la mozione di sfiducia nei suoi confronti. La conferma arriva da Dario Franceschini, presidente dei deputati del Pd: "Il Gruppo del Partito Democratico ha chiesto che il governo venga urgentemente a riferire in Aula sui vergognosi fatti di Pompei. Stiamo attendendo la risposta da parte del ministro Bondi ed è evidente che la gravità dei fatti fa ritenere che tra le cose possibili all'esito della informativa vi sia una mozione di sfiducia che naturalmente valuteremo insieme agli altri gruppi parlamentari".

Ma le proteste contro Bondi arrivano anche da Fare Futuro, la fondazione vicina a Gianfranco Fini. Secondo Ffwebmagazine il crollo dell'Armeria dei Gladiatori a Pompei ha messo il ministro di fronte a un interrogativo che non può eludere. Sotto accusa è di nuovo la politica dei tagli lineari adottata dal governo, anche nel campo della cultura. "Anche per il mondo culturale -osserva l'intervento - si è deciso di procedere con effetti annuncio, maquillage di marketing, ma i problemi non sono stati  toccati. Ed ecco quindi le vergogne dei disastri di Pompei e Roma".

A chiedere di nuovo le dimissioni di Sandro Bondi è Fabio Granata, finiano, vice presidente della Commissione Antimafia che aveva già chiesto al ministro di fare un passo indietro in occasione della convention di Fli a Perugia. "Bondi si faccia nominare ministro della Propaganda e si dimetta", ha ripetuto con una nota.

Intanto il crollo della Domus di Pompei ha scatenato anche centinaia di messaggi sul web. Oltre 500 contatti nelle ultime 24 ore e commenti da tutto il mondo: Il crollo avvenuto all'interno degli Scavi di Pompei ha fatto il giro del mondo, e uno dei veicoli principali per diffondere la notizia è stato Facebook come spiegano i promotori del gruppo "Stop Killing Pompeii Ruins”. Il gruppo è diventato un "raccoglitore" di lamentele e rabbia dall'Italia e dagli amanti dell'archeologia di tutto il mondo. Così si possono leggere nelle ultime ore tantissimi commenti, anche in inglese.

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