Tra la Lega e Fini, il premier rischia di perdere il Nord

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Dalle critiche di Radio Padania al malcontento dei ministri del Nord, il primato politico del Pdl sopra il Po è sempre più a rischio. Prosegue intanto il passaggio di quadri e dirigenti verso Fli

“Se Silvio ascoltava Umberto…”. Nelle ore dell’attesa per il destino della legislatura, si leva critica la voce del Nord. I microfoni aperti di Radio Padania restituiscono tutto lo scontento dei militanti della Lega non solo per le scelte di Gianfranco Fini, ma anche per quelle di Silvio Berlusconi (l'accusa è quella di non aver chiamato il Paese alle urne già mesi fa). Ma tra i due ex alleati il Cavaliere è colui che appare più in difficoltà: da un lato l’esodo degli esponenti locali che abbracciano il verbo di Futuro e libertà, dall’altra la Lega, che appare sempre più forte dell’insoddisfazione montante sul suo territorio.

Ancora da Radio Padania: “Sono convinto che tentennando Berlusconi faccia un grosso errore, lo sento dall’umore di molti amici che hanno votato per lui. Fini – è l’analisi del militante bresciano Attilio - certamente non beccherà un voto da parte dei delusi del Pdl, è tutta gente che finirà per votare per noi”. E dal Veneto flagellato dall’alluvione, Vittoriano urla: “Siamo qui nella m... fino al collo e adesso arriva Fini con le sue balle sulla prima Repubblica! Basta! Fini è il peggio”. Ma c'è anche il governo nel mirino del malcontento di chi dal Veneto reclama più attenzione di fronte all’emergenza maltempo. E anche dal governatore leghista Luca Zaia arriva una richiesta di fondi più cospicui.

Intanto il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan (Pdl) in un’intervista a La Repubblica lancia un’inaspettata sponda a Fini e, pur confermando il suo sostegno a Berlusconi, chiede le dimissioni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Le ragioni? Troppa accondiscendenza verso la Lega. “Constato che quando viene in Veneto – dice l'ex governatore del Veneto – Tremonti è accompagnato solo e soltanto da esponenti della Lega”.

Il presidente della Camera accusa più in generale il Pdl di essere diventato, “da grande partito nazionale che doveva essere”, null’altro che “la copia sbiadita della Lega”. “Che piaccia o meno, oggi la Lega – sottolinea Fini – ha non solo la golden share, ma anche l’iniziativa politica nel Governo”.

Prosegue nel frattempo il passaggio di esponenti locali del Nord dal Pdl a Futuro e libertà, nonostante il partito di Fini sia spesso accusato di essere "meridionalista". Roberto Rosso, già coordinatore regionale di Forza Italia, è solo l’ultimo in ordine di tempo a passare a Fli in Piemonte (sono una settantina finora i transfughi). In Liguria i finiani hanno conquistato il coordinatore genovese del Pdl Gianfranco Gadolla. A Milano, roccaforte del coordinatore Pdl Ignazio La Russa e città di Berlusconi, hanno fatto scalpore le adesioni a Fli del presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri e dell’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chivenna. Anche l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, dopo aver manifestato diversi dubbi sulla permanenza nel Pdl, ha detto che scioglierà la sua riserva entro l’anno.

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