Sacconi: "Aiuti solo a coppie che procreano"

Maurizio Sacconi
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Dopo le parole di Giovanardi ("la biotecnologia può togliere diritti ai figli" è bufera sulle dichiarazioni del ministro del Welfare alla Conferenza nazionale sulla famiglia. Un coro di proteste dall'Arcigay alla Cgil. VIDEO

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Come previsto Silvio Berlusconi non c'era . Il premier ha disertato infatti l'apertura della seconda Conferenza nazionale sulla famiglia , organizzata a Milano dal governo.
Ad aprire i lavori è stato così sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia Carlo Giovanardi. Nel pomeriggio è poi intervenuto anche il ministro per il Welfare Maurizio Sacconi.

Giovanardi: "Le biotecnologie possono togliere diritti ai figli" - E il suo intervento di apertura è stato senz'altro quello più discusso: "I progressi della scienza e le biotecnologie possono togliere ai figli il diritto di nascere all'interno di una comunità d'amore con una identità certa paterna e materna", ha detto segnalando "le due emergenze con le quali oggi la famiglia deve confrontarsi".
Per il sottosegretario, la famiglia tradizionale sarebbe dunque in pericolo. "La rottura della diga costituita dalla Legge 40 - ha detto Giovanardi - aprirebbe la porta a inquietanti scenari, tornando a un vero e proprio far west della provetta, dove fin dal primo momento il concetto costituzionale di famiglia andrebbe irrimediabilmente perduto".
Il sottosegretario ha citato poi alcuni esempi a sostegno delle sue tesi: "Negli Stati Uniti dove il donatore è conosciuto, si moltiplicano i casi in cui questo si è sentito citare in giudizio per il mantenimento del figlio. Mentre già 30mila figli della provetta negli Usa tentano di ritrovarsi per scoprire di chi sono figli".

Sacconi: "Aiuti solo alle famiglie orientate alla procreazione"
- "Ho sentito ieri dai cosiddetti futuristi - ha detto il ministro del Welfare Sacconi, intervenuto poco dopo - mettere in discussione il primato pubblico della famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione. Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive che però riguardano una dimensione privatistica, le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione. Su questi punti - ha aggiunto Sacconi - ho avvertito ieri con l'assemblea futurista e il presidente Fini una differenza di opinioni, in particolare con l'intervento di Della Vedova".
"La famiglia - ha aggiunto ancora il ministro - deve essere l'unità di riferimento che ci consente di compiere quell'operazione di razionalizzazione delle prestazioni dirette e indirette necessarie perché gli obiettivi che vogliamo raggiungere per sostenere la natalità possano essere perseguite. Di affabulazioni senza fondamento se ne sentono tante, io guardo ai fatti e ai numeri".
Poche ore dopo corregge il tiro: "Ho citato gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione. Le politiche pubbliche si occupano della famiglia naturale basata sul matrimonio e della natalità più in generale, anche di quella fuori dal matrimonio". Così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha risposto ai giornalisti su cosa intendesse per sostegni alle famiglie che procreano. Aiuto anche quindi alle coppie di fatto? "Ovviamente sì, non sono un nazista", ha detto il ministro.

Napolitano: "Famiglia fondamento della collettività" - La Conferenza si era aperta con il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , nel quale ha ricordato come "la famiglia sia una straordinaria risorsa per l'intera collettività, fondamento insostituibile per lo sviluppo e il progresso di una società aperta e solidale".  "Sostenere e salvaguardare il miglior svolgimento delle sue funzioni - ha detto il Capo dello Stato - costituisce una doverosa attuazione dei principi sanciti al riguardo dalla Carta costituzionale".
Napolitano ha poi osservato che "la complessità dei temi all'esame della Conferenza richiama tutti i soggetti istituzionali all'esigenza di affrontare con determinazione e lungimiranza i problemi principali che ostacolano il formarsi delle famiglie: la precarietà e l'instabilità dell'occupazione, la difficoltà di accesso ai servizi e sostegni pubblici e la loro disomogenea distribuzione sul territorio nazionale".
Per il presidente della Repubblica "un'assistenza particolare deve essere inoltre prestata a quei nuclei familiari che, anche a causa delle ulteriori difficoltà provocate dalla crisi economica, che si aggiungono ad antichi squilibri, sono più esposti al disagio e all'esclusione sociale". Confidando che "da questa importante assise possano emergere proposte costruttive e deliberazioni impegnative a tal fine", il capo dello Stato invia "i più cordiali auguri di fruttuoso lavoro a tutti i partecipanti alla Conferenza".

Dibattito aperto fino al 10 novembre - Il messaggio di Napolitano è arrivato dopo il saluto del sindaco di Milano Letizia Moratti, del presidente della Provincia Guido Podestà, del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dell'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi.
La Conferenza nazionale della famiglia si concluderà mercoledì 10 novembre (qui il programma) .

La protesta delle associazioni gay - Nelle stesse ore in cui prendevano avvio i lavori si è tenuto un partecipato sit in dell'associazionismo gay italiano che allo slogan "Famiglie, Né di papi né dei papi" ha voluto rappresentare quanto la Conferenza nazionale ha deciso di escludere e cioé quelle migliaia di nuclei familiari composti da persone dello stesso sesso e di coppie di fatto eterosessuali che a questo sontuoso e costoso simposio non hanno voce. "E' particolarmente grave - hanno spiegato Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay e Francesca Polo, presidente nazionale di Arcilesbica - il veto di parola all'associazionismo gay che viene da questa conferenza istituzionale e che, per questo, dovrebbe rappresentare tutti i cittadini".

Cgil: visione ideologica - "Fa specie la riproposizione di una visione ideologica della famiglia che non corrisponde ormai da tempo alla realtà del Paese e che continua a non riconoscere nessun diritto a tutti coloro che vivono realtà differenti dalla preistorica idea di famiglia fondata sul matrimonio ed orientata alla procreazione". Con queste parole del segretario confederale Vera Lamonica, la Cgil si unisce al coro di critiche alle parole di Sacconi.

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