L’ultima stoccata di Fini: Berlusconi si dimetta, è finita

Gianfranco Fini
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Il presidente della Camera chiude la convention di Futuro e Libertà: "Questo è il governo del fare… finta. Se non ci sarà un colpo d’ala, noi staremo fuori”. La reazione del premier: allora voti la sfiducia, io non mi dimetto. IL DISCORSO INTEGRALE

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(In fondo all'articolo tutti i video con il discorso integrale di Fini)

Berlusconi si dimetta e apra la crisi - "Berlusconi deve mostrare il coraggio politico che ha già dimostrato. Lui deve dare un colpo d'ala, prendere la decisione di rassegnare le dimissioni, salire al Colle, dichiarare che la crisi è aperta di fatto e arrivare a una fase in cui si ridiscuta l'agenda, il programma, si verifichi la natura della coalizione e la composizione del governo".

E' il giorno del presidente della Camera Gianfranco Fini che, dal palco della convention di Bastia Umbra, ha parlato come leader di Fli del futuro di governo e maggioranza di centrodestra. "Nessun traguardo ci è precluso" aveva già dichiarato sabato nell'intervento di apertura dei lavori. Concetto, questo, che è tornato a ribadire in un lungo discorso programmatico che ha tracciato le linee guida del partito che conta già 37 deputati e oltre 6mila sostenitori. Pronta la replica di Berlusconi che, ai suoi fedelissimi, avrebbe detto subito dopo il discorso di Fini: "Nessuna intenzione di dimettermi, semmai il presidente della Camera e il suo gruppo votino la sfiducia".

L’ultimatum - Se vuole rilanciare il patto di legislatura, senza limitarsi al "compitino" dei 5 punti, Silvio Berlusconi si deve dimettere. Non usa mezzi termini il leader di Futuro e Libertà e lancia l’ultimatum all'esecutivo. “Se non ci sarà un colpo d'ala da parte di Berlusconi e continuerà a dare ascolto ai cattivi consiglieri, è evidente che Ronchi, Urso, Menia e Bonfiglio non rimarranno un minuto in più nel governo". Perché, sostiene il presidente della Camera, “il problema per noi non è il gioco del cerino o di chi stacca la spina, perché è chiaro che se continuiamo con le furbizie e i tatticismi la spina la staccheranno gli italiani che sono stanchi di un governo che non governa".

Questo è il governo del fare finta che va tutto bene - Da subito Fini manifesta il "desiderio di voltare pagina" rispetto a un "governo che più che del fare sembra del 'fare finta"', rilevando che l'Italia "non è il Paese dei balocchi che descrive Berlusconi". Il presidente della Camera rivendica che Futuro e Libertà è "politicamente determinante per le sorti del governo e ancor di più per l'avvenire della nostra patria", che "aveva nostalgia di una politica diversa, pulita, fatta nel nome di valori e di ideali". Ribadisce che Fli "non è contro il Pdl né contro Berlusconi, ma ha semplicemente un progetto più ambizioso: noi siamo oltre il Pdl e oltre Berlusconi". "Quella pagina si è chiusa o si sta chiudendo perché non è stata capace di incarnare desideri e progetti. La grande rivoluzione liberale non si è mai realizzata se non in minima parte".

La Lega si disinteressa di ciò che succede dal Po in giù - Dal palco di Bastia Umbra il presidente della Camera attacca senza mezzi termini la Lega, che accusa di detenere la 'golden share' del governo. "Non c’è in nessuna parte dell'Europa, e lo dico a ragion veduta - dice - un movimento politico come il Pdl che sui diritti civili è così arretrato culturalmente a rimorchio, anche qui, della peggior cultura leghista".
"Per troppo tempo - aggiunge - si è sottovalutato quel pericolo strisciante che è il motore della Lega Nord: alla Lega non interessa nulla di quello che accade dal fiume Po in giù".
Carroccio che, a parere di Fini, controlla il ministro Tremonti che usa "i fondi Fas come un bancomat".

I finiani al governo rimettono il loro mandato - "Caro Gianfranco ti dico che il mio mandato di ministro è nelle tue mani per costruire l'Italia del domani". Lo ha detto il ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi concludendo il suo intervento alla convention di Fli, in cui ha difeso l'attività dell'esecutivo ma ha anche aggiunto che ora è subentrata "l'inerzia e una certa stanchezza. Mentre il governo non  può vivacchiare per l'Italia non lo tollera". Subito dopo Adolfo Urso ha detto che tutti gli Fli membri del governo (Antonio Buonfiglio, Adolfo Urso e Roberto Menia) rimettono il loro mandato nelle mani del leader.

L'intervento di Gianfranco Fini




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