Bersani dà la carica al Pd, ma è botta e risposta con Renzi

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani
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A Roma e Firenze, platee separate per il segretario del partito e i Rottamatori. Tutti convocati per una grande manifestazione a Roma l'11 dicembre. Ma i giovani rilanciano: "Non è mancanza di rispetto chiedere facce nuove"

(in fondo al pezzo l'intervento integrale di Pier Luigi Bersani)

Pier Luigi Bersani interviene all'assemblea dei circoli del Pd a Roma è lancia un'iniziativa del Pd contro l'attuale governo: "L'11 dicembre a Roma faremo una grande manifestazione nazionale" sui temi del lavoro e della democrazia.  "Non chiediamo un salto nel buio - aggiunge Bersani -  non vogliamo un ribaltone, ma una ripartenza del Paese". A Fli i democratici chiedono di "staccare la spina" al Governo Berlusconi per poter poi dar vita "a un breve governo di transizione che faccia la riforma elettorale e consenta di andare alle urne sulla base di nuove proposte per il Paese".

Sui recenti scandali che coinvolgono le presunte feste del Premier Bersani ha dichiarato che "noi non è che facciamo questioni etiche perché un partito non pretende di essere autorità morale. Qui stiamo parlando di politica e se debba esistere qualche forma di coerenza". "Non si possono fare, e nemmeno pensare, queste cose così e poi guidare il Paese", ha spiegato il segretario del Pd. Bersani ha poi citato l'articolo 54 della Costituzione che ricorda l'esigenza di "disciplina e onore" per chi ricopre cariche pubbliche. "La correttezza politica ha qualcosa a che fare con la correttezza personale? Io dico: la correttezza politica è un'eccedenza rispetto a una necessaria correttezza personale".

Dunque, "guidare un camion è un fatto pubblico e ci vuole la patente che è un fatto privato". E "se vuoi avere la patente per fare l'uomo pubblico devi essere ritenuto una persona perbene", ha sottolineato Bersani, "io dico di fissare questo principio". E quindi "non ci si può dimenticare che un minore è un minore, anche se non lo sembra, e non  lo puoi sbattere sulla strada, non sono mica noccioline", ha proseguito, "sono idee devastanti".

"Faccio una scommessa: tra non molto saremo il primo partito del Paese" ha promesso Bersani. "Siamo l'unico, vero partito a radicamento nazionale". "A noi la Lega e Berlusconi ci fanno un baffo. Inutile che vengano a dirci che siamo un partito arroccato in due o tre regioni. Facciamo duemila feste democratiche dell'Unità all'anno", ricorda.

E il segretario del maggiore partito di opposizione  ne ha anche per i cosiddetti Rottamatori che si sono riuniti a Firenze. "Critica e dibattito, anche all'aperto, ma con rispetto per la vita dei membri del partito" ha dichiarato Bersani. "Fino ad ora - ha aggiunto - questo rispetto non c'è sempre stato. Da adesso in poi lo pretendo".

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