Napolitano: "Gravi fibrillazioni danneggiano il paese"

Giorgio Napolitano
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Doppio intervento del presidente della Repubblica che lancia un monito: "Ci vuole un'Italia che funzioni come sistema, ci vuole molto senso della responsabilità comune"

I segnali di preoccupazione per una situazione politica che vede il governo perennemente in bilico, trapelavano da giorni dal Quirinale. Da quando è tornato dalla Cina, Giorgio Napolitano li ha fatti affiorare in tutti i discorsi pubblici, ma nessuno li ha raccolti. Perciò il presidente della Repubblica il 5 novembre ha alzato il tono, ha lanciato un vero e proprio allarme per le "gravi fibrillazioni e incertezze politiche e istituzionali" di cui "il Paese sta soffrendo". Come facciamo ad affrontare i problemi, a cogliere le opportunità di sviluppo, ad essere presi sul serio da grandi paesi come la Cina? "Ci vuole un'Italia che funzioni come sistema paese, e ci vuole molto il senso della responsabilità comune", ha spiegato Napolitano.

Parole pesanti. Giudizi severi sulla litigiosità senza fine che, da prima dell'estate, si manifesta all'interno della maggioranza con effetti frenanti sull'azione di governo. Alla litigiosita' inconcludente, il capo dello Stato ha contrapposto l'operosità di molti cittadini, di tante associazioni che operano nel sociale.

"Sappiamo tutti, e io ne sono ancor più consapevole, di quali gravi fibrillazioni e incertezze politiche e istituzionali il Paese stia soffrendo. Ma - ha detto celebrando al Quirinale la Giornata per la Ricerca sul Cancro - ci conforta e ci dà fiducia il fatto che molti italiani portino avanti con fermezza e continuità il loro impegno". "Il senso della missione e l'operosità che guidano, come voi, in molti campi, quotidianamente, un gran numero di italiani, persone e soggetti collettivi - ha detto ai rappresentanti dell'AIRC e della FIRC, due fondazioni private che con i fondi raccolti sostengono il 50% delle spese per la ricerca sul cancro - sono una garanzia di vitalità e di coesione della nostra nazione, che ci induce anche in questi momenti difficili a guardare con fiducia al futuro".

L'altro richiamo lo ha espresso in una intervista esclusiva per TV7. Alla domanda se credesse nelle capacità dell'Italia di cogliere le sfide offerte dai nuovi mercati, da paesi in impetuoso sviluppo come la Cina, Napolitano ha risposto: "Questa è la grande questione. Quando il presidente o il primo ministro cinese mi dicono: 'Noi siamo convinti che l'interscambio tra i nostri paesi crescerà perché c'è complementarietà tra le nostre economie', oppure assicurano che la crescita cinese non metterà in crisi lo sviluppo italiano purché lo sviluppo italiano si porti a livelli più avanzati, dicono alcune cose che tocca fare a noi. Perciò ci vuole un'Italia che funzioni come sistema paese, e ci vuole molto il senso della responsabilità comune. Rappresentare questa Italia è il mio dovere principale, e io lo faccio dovunque vado: dobbiamo esprimere dinanzi al mondo un'immagine unitaria dell'Italia. Ma l'Italia come nazione, l'Italia come Stato, deve presentare una fisionomia che non dia adito a dubbi sulla sua tenuta e sulla sua stabilità". Insomma, l'Italia non dovrebbe dare l'idea di essere un giorno sì e uno no sull'orlo di una crisi di governo e di elezioni anticipate.

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