Il Copasir convoca Berlusconi sul caso Ruby

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Al centro dell'incontro sarà il tema della sicurezza del premier di cui si occupano i servizi segreti. Intanto Bossi ammette i danni all'immagine del Paese

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Il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) ha chiesto l'audizione di Silvio Berlusconi: "Sono i servizi segreti che si occupano della sicurezza del premier, riteniamo che sarebbe giusto su questo tema sentire il presidente del Consiglio" ha spiegato il presidente del Comitato, Massimo D'Alema, facendo riferimento alle ultime vicende di cronaca, caso Ruby compreso.
Una cosa sono i "temi istituzionali relativi alla sicurezza nazionale", un'altra i presunti scandali di cui parlano i giornali, hanno obiettato i commissari Pdl del Copasir, invitando i colleghi "a non confondere le due questioni e a non dar vita a indebite strumentalizzazioni".

Bruti Liberati: a noi interessano i reati - "Perseguiamo reati - ha sottolineato il procuratore capo del capoluogo lombardo Edmondo Bruti Liberati -, che siano stati eventualmente commessi, non ci interessano le vite private delle persone". Per quanto riguarda l'arrivo a Milano del fascicolo dell'inchiesta condotta dalla procura di Palermo
sulle rivelazioni di Nadia Macrì, Bruti Liberati ha ribadito che il caso Ruby è "una cosa separata" rispetto all'indagine nata nel capoluogo siciliano, "anche se le inchieste verranno affidate probabilmente allo stesso pm, perché sono evidenti le connessioni".

Permesso di soggiorno per Ruby - Il Tribunale dei Minori di Milano, intanto, ha concesso il permesso di soggiorno 'per motivi di giustizia' alla neodiciottenne marocchina al centro delle polemiche di questi giorni. Per effetto del provvedimento, la ragazza non è più rimpatriabile.
E Ruby dichiara ancora una volta di aver avuto un difficilissimo rapporto col padre e dice anche di aver mostrato le cicatrici ad una sua giovanissima amica che con lei frequentava la discoteca Albikokka di Genova. Ruby aveva già raccontato del rapporto col padre e delle vessazioni subite perché non voleva sposare un uomo di 49 anni che il padre aveva scelto per lei. In una versione successiva del capitolo riguardante i suoi rapporti col padre, la ragazza aveva detto che il genitore la picchiava perché si era convertita al cristianesimo.

Nadia Macrì si racconta - Intanto, in un'intervista al "Resto del Carlino", Nadia Macrì ha ammesso di aver lavorato come escort "fino a poco più di un anno fa. L'ho fatto per diverso tempo perché avevo bisogno di soldi. Con Berlusconi? Di lui non parlo. L'avvocato mi ha detto di non dire nulla di ciò che ho detto ai magistrati".

Lele Mora: vado ad Arcore dal 1986 - Anche Lele Mora ha affidato ad una intervista (a Simona Ventura) la sua verità: "Per i giornali io sarei inquisito per sfruttamento della prostituzione, io nella mia vita non ho mai fatto prostituire nessuno, non ho mai preso soldi da nessuno, non ho mai presentato nessuno". "Vado ad Arcore dall'86", ha aggiunto, "non succede niente. Non è che c'erano tutte queste ragazze. Si mangia e poi ci si rilassa bevendo una cosa, e ascoltando un po' di musica".

Il caso Ruby e lo stillicidio delle escort inquieta però Umberto Bossi che, conversando con i giornalisti a Montecitorio, si è dichiarato "un po' preoccupato anche per l'immagine internazionale, perché questo è un paese che deve vendere i titoli di Stato".

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