Vogliamo un Paese normale. Torna in piazza il Popolo Viola

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Nuova mobilitazione per il movimento nato il 5 novembre 2009 che chiama a raccolta i cittadini per "fermare questa spirale di degrado e malcostume in cui il premier ci ha trascinati". Appuntamento lunedì 8 novembre davanti a Montecitorio

"Siamo alla frutta, il nostro Paese è piombato in una situazione politica, sociale, economica e culturale non più sopportabile". Così il Popolo Viola annuncia una nuova mobilitazione per "fermare questa spirale di degrado e malcostume in cui il premier ci ha trascinati, e manifestare tutti insieme, cittadini, forze politiche e movimenti della società civile, il nostro dissenso e la nostra indignazione".

Il movimento nato sul web e tenuto a battesimo dalla piazza di Roma, dove il 5 novembre 2009 si è radunato per il primo No-B day, torna alla carica e chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi.

"Il presidente del Consiglio forza le istituzioni, trasferisce l’impunità di cui pensa di godere a minorenni che dovrebbero essere affidate ai servizi di recupero e racconta frottole alla Questura (“la ragazza è la nipote di Mubarak”) - si legge nel comunicato - Che la situazione italiana sia arrivata ai suoi livelli più bassi se ne sono accorti – finalmente! – anche i suoi ex alleati politici ed il maggiore partito di opposizione".

Il popolo viola cavalca così l'ondata di protesta scatenata dal Ruby-gate, ovvero il caso della ragazza marocchina che avrebbe frequentato feste organizzate ad Arcore dal premier e che forse grazie a un suo intervento diretto avrebbe lasciato la questura di Milano (dove si trovava in seguito a una denuncia per furto) e affidata alla consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti.

Appuntamento a lunedì 8 novembre, cioè alla riapertura della Camera, dalle 17, davanti a Montecitorio e in altri luoghi simbolici di altre città italiane "per manifestare il nostro dissenso e pretendere che, se Berlusconi non capisce che è venuto il momento di mettere la parola fine al suo inadeguato ruolo di capo del governo, siano le forze democratiche presenti in Parlamento a sfiduciarlo per restituire il Paese alla normalità costituzionale".



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