Ruby, la politica spaccata a metà. E voi?

Ruby, la politica divisa a metà.
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Il "solito copione di falsità" sul "lato ludico di Berlusconi", o un "abuso di potere" che mette "l'Italia in imbarazzo" per cui "il premier dovrebbe dimettersi"? Dite la vostra sul caso della ragazza marocchina nel FORUM

LE FOTO: Berlusconi e le donne - Ruby Rubacuori - La stampa straniera ne parla così
Ruby, ancora dubbi sulla notte in questura del 27 maggio

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Vista dai Palazzi della politica la vicenda di Ruby, la ragazza marocchina da oggi maggiorenne che ha partecipato a feste a casa del presidente del Consiglio Berlusconi e dopo il suo intervento è stata rilasciata dalla questura di Milano con una procedura che fa discutere, sembra un derby: posizioni talmente diverse tra i tifosi dell’una e dell’altra parte che neanche due curve allo stadio potrebbero sembrare più distanti.

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Qui le dichiarazioni dei politici negli ultimi giorni:

Silvio Berlusconi (presidente del Consiglio): "Amo le donne e la vita, sono orgoglioso del mio stile di vita. Siccome questa persona mi aveva rappresentato un quadro di vita tragico, io ho pensato … mi sono deciso ad aiutarla come aiuto tutti coloro che vengono in contatto con me quando ne ho la possibilità".

Gianfranco Fini (presidente della Camera, leader di Futuro e Libertà): "Se Silvio Berlusconi veramente ha avuto l'ardire di compiere una telefonata in questura per proteggere la minorenne magrebina allora questo è abuso di potere e il premier dovrà trarne la conseguenze. E' una vicenda che sta facendo il giro del mondo purtroppo e mette l'Italia in una condizione imbarazzante".

Pier Luigi Bersani (segretario del Pd): "Stiamo sempre tra questioni esoteriche legate al Lodo Alfano e queste singolari abitudini del presidente del Consiglio", dunque il governo "si deve dimettere", "andare a casa, chiudiamola lì, vediamo se c'è un altro percorso perché il Paese ha problemi seri".

Francesco Rutelli (leader dell'Api): "Non mi importa nulla dello stile sessuale fuori dal comune di Silvio Berlusconi. Mi preoccupa che va fuori dalla legge. Anche nel caso Marrazzo sulla vicenda non prevalse la linea moralistica ma il fatto che avesse mentito e che potesse essere oggetto di ricatti".

Maria Stella Gelmini (ministro dell'Istruzione): Il caso Ruby, che ha investito il premier Berlusconi, "è il solito copione basato su falsità, niente di originale". Un "bagno di fango" dal quale il presidente del Consiglio uscirà rafforzato, come è accaduto in passato e "come hanno dimostrato le elezioni". Anzi, "se vanno avanti così, avremo Berlusconi premier per i prossimi dieci anni". La verita', secondo la Gelmini, è che "c'è un lato ludico di Berlusconi che si presta a strumentalizzazioni - precisa - ma Berlusconi è così, è' una persona che ama la vita molto più della politica".

Walter Veltroni: Berlusconi si deve dimettere subito. Il premier "ha commesso un abuso di potere, violato l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, raccontato una menzogna spudorata a un pubblico ufficiale" e "ha coperto di ridicolo e disonore il Paese sulla stampa mondiale".

Franco Frattini (ministro degli Esteri): La maggioranza dei leader europei prescindono da vicende come quella di Ruby e "guardano alla sostanza delle decisioni prese nei momenti che contano”. Il caso della ragazza marocchina "non ha inciso negativamente sulla capacita' dell'Italia di dire la sua in modo importante al Consiglio europeo di venerdi' quando si sono decise le nuove misure di stabilita' finanziaria". E ancora: "Il carattere esuberante del premier è stato sempre oggetto di una certa curiosità ma nei limiti di un rispetto assoluto della persona".

Umberto Bossi (leder della Lega Nord): "Mi pare che non ci sia niente di penale, però è chiaro che Berlusconi poteva farla fare da altri la telefonata. Chiamava me, chiamava Maroni...E' meglio non fare quelle cene e quelle scelte lì'...".

Ignazio La Russa (ministro della Difesa): "Deve finire la modalità della doppia moralità: tutto quello che fa Berlusconi è perseguibile mentre per gli altri ci sono mille riguardi, mille attenzioni. Io sto dalla parte del premier".

Enrico Letta (vicesegretario del Pd): "E' significativo e condivisibile l'intervento di Fini sulla gravità della situazione a seguito delle pressioni indebite di Berlusconi sulla questura di Milano. Crediamo che al presidente del Consiglio non resti altro che trarne le dovute conseguenze, cioè rassegnare le dimissioni".

Antonio Di Pietro (leader dell’Italia dei Valori): "Berlusconi deve dimettersi. Ancora una volta, infatti, è venuto meno al patto di fiducia che lo lega al suo ruolo istituzionale. Un ruolo che, evidentemente, non è' all'altezza di ricoprire. Berlusconi ha davvero toccato il fondo: ha utilizzato il suo ruolo politico per fare pressioni sulla Questura ed ha truccato le carte in tavola sino ad affermare che la giovane Ruby fosse la nipote di Mubarak. Cosa aspetta a rassegnare le sue dimissioni?".

Niccolò Ghedini (deputato e legale del premier): "Quando saranno resi noti gli atti documentali e testimoniali sarà agevole comprendere la risibilità degli attuali assunti giornalistici. A meno che non si tratti ancora una volta dell'ennesima montatura mediatico-giudiziaria tesa all'unico fine di screditare il presidente del Consiglio, è evidente che presto sarà tutto da ritenersi insussistente e privo di ogni base fattuale".

Renato Brunetta (ministro della Pubblica Amministrazione) "Bando all'ipocrisia. Berlusconi avrà tanti difetti, ma ha più pregi che difetti. Il Paese lo conosce e lo ha votato, lo vota e vediamo se lo voterà ancora". "Guardiamo a quello che il governo ha fatto e giudichiamolo per questo. Evangelicamente non guardiamo alla pagliuzza ma alle travi che ci sono nei nostri occhi. O i comportamenti individuali sono penalmente rilevanti, allora deve procedere la Magistratura, o sono legati a codici morali e quindi sono lasciati alla valutazione di noi tutti. Passare dall'uno all'altro per poi chiedere immancabilmente elezioni o che se ne vada contraddicendo il voto penso sia insopportabile, un atteggiamento da chi guarda dal buco della serratura.

Gianfranco Rotondi (ministro per l'Attuazione del programma di governo) "C'è in atto un tentativo di destabilizzazione nei confronti del governo con attacchi inusitati contro Berlusconi. La maggioranza e il Pdl devono avere un sussulto di orgoglio reagendo a questi tentativi con forza e determinazione con una campagna che metta a nudo le ipocrisie e le bugie dell'opposizione e le verità del governo del fare. Perché è chiaro che dopo questo governo non esistono suggestioni alternative, ma solo la strada del voto".

Jole Santelli (vice presidente del Pdl alla Camera): "Che noia questi novelli Savonarola sempre pronti ad emettere giudizi sulla morale altrui e generalmente altrettanto permissivi nei confronti propri e dei propri amici. Strano che politici e procure in Italia, con problemi molto più seri nel nostro Paese, non abbiano altro a cui pensare e lavorare che Berlusconi ed il suo modo di passare il tempo libero”.

Daniele Capezzone
(portavoce Pdl): "Gli italiani vedono e comprendono che, quando si è trattato di Gianfranco Fini, il cosiddetto segreto istruttorio è stato rispettato, come dovrebbe sempre accadere; quando invece si tratta di Silvio Berlusconi, per una ragione o per l'altra, per responsabilità dell'uno o dell'altro, accade il contrario. Ci saremmo aspettati una riflessione di Gianfranco Fini su questo sistema dei due pesi e delle due misure...".

Massimo Donadi (capogruppo Idv alla Camera): "Questo governo si è riempito di vergogna ed ha riempito di vergogna anche tutta l'Italia. Vadano a casa prima di combinare altri disastri. Berlusconi, dopo questo ennesimo scandalo, dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi".

Stefania Prestigiacomo (ministro dell’Ambiente): "Ruby, ragazza sfortunata, ha ricevuto solo troppa generosità da Berlusconi". Non mi interessa “come passa le serate il presidente del Consiglio, il 'bunga bunga' non mi interessa. Berlusconi è un uomo generoso e si ritrova con persone che ne approfittano".

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