Fini: "Se il caso Ruby è vero il premier deve dimettersi"

Gianfranco Fini
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"Gli amici del Pdl smettano di dire che la colpa di tutti i problemi è dei giornali, della sinistra o dei magistrati” dice il presidente della Camera al convegno di Fli a Roma. Dove dà ragione alla Marcegaglia e attacca: ostruzionismo su leggi ad personam

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Gianfranco Fini a tutto campo nel corso dell'incontro con i circoli romani di Futuro e libertà al teatro Adriano di Roma.

Caso Ruby - Fini interviene sul caso Ruby, la giovane marocchina al centro delle cronache per i suoi rapporti col premier: "Amici miei, non credo che ci siano molti dubbi nel dire che la vicenda della minorenne marocchina rilasciata dalla questura a seguito di una telefonata dalla presidenza del Consiglio è una vicenda che dimostra disinvoltura, malcostume, e un uso privato del potere pubblico. Mi auguro che non sia vero ciò che è stato riportato". E aggiunge: "In questo caso non si tratta più di vicende private, perché il privato è il privato e i moralisti sono la peggiore categoria che esiste al mondo. Ci sarà da attendere che gli organi preposti a fare chiarezza, facciano appunto chiarezza". "Sono amareggiato - dice - è una vicenda che sta facendo il giro del mondo purtroppo e mette l'Italia in una condizione imbarazzante".  "Mi auguro che la vicenda Ruby non sia accaduta così come è stata raccontata - dice ancora - perchè altrimenti non sarebbe più una questione soltanto privata". "Se quell'intervento c'è stato - sottolinea riferendosi alla telefonata del premier in questura - e uso il  condizionale, se è vero che è stato detto che quella signorina era  parente di un capo di Stato, dimostrerebbe che c'è stata una certa disinvoltura e malcostume nell'uso privato di un incarico pubblico". A fine giornata poi, parlando con i suoi, sferra l'attacco più duro: "Se è vera tutta la vicenda allora il premier dovrebbe fare un passo indietro".

"Ha ragione la Marcegaglia"
- "Il Paese è fermo e dilaniato da mille polemiche" dice intervistato dal direttore del Messaggero Roberto Napoletano. "Il Paese è fermo - insiste - e ha ragione la presidente Marcegaglia: il nostro esecutivo stenta ad indicare le linee di ripresa".
"Non si può continuare con le barricate - aggiunge il leader di Futuro e libertà - vanno cercate, sulla base di valori condivisi, le risposte ai tanti problemi. Dobbiamo indicare i settori in cui  investire assumendosi la responsabilità davanti agli italiani, oltre il doveroso controllo dei conti pubblici. Possiamo essere competitivi con paesi come la Cina solo con la qualità del prodotto e dell'impresa".
E ha rincarato la dose sottolineando le priorità: "Qualcuno si è preso la briga di andare a leggere l'analisi fatta su proletarizzazione del ceto medio? In Italia non c'è più ceto medio. Con un dramma che sta diventando giovanile. Possibile che non si riesca ad aprire gli occhi e a vedere che c'è conflitto giovani-anziani? Oggi se manca la pensione del nonno, i ragazzi non hanno neanche i soldi per portare fidanzata a mangiare pizza".

"Ostruzionismo su leggi ad personam"
- Fini risponde poi a una domanda su un eventuale ostruzionismo  di Fli nei confronti del governo. "Interdizione sul pacchetto fiscale? - dice - no, perchè non è stato presentato. Interdizione sul piano per il Mezzogiorno? No, perchè non è stato presentato. Interdizione sulle leggi che servono unicamente per Berlusconi? Sì".
"Gli amici del Pdl - dice ancora Fini - devono smetterla di dire che la colpa di tutti i problemi è dei giornali, della sinistra o della magistratura".

La casa di Montecarlo - "Non si possono e non si devono commentare le valutazioni degli organi competenti. Il tempo è galantuomo, aspettiamo" è invece la risposta del presidente della Camera alla richiesta di un commento sull'inchiesta sulla casa di  Montecarlo per cui è stata chiesta l'archiviazione della sua posizione dalla Procura di  Roma. "Quello che posso dire e' che non ho verificato la natura della societa' acquirente della casa, ma non credo di avere altre responsabilita'. Ripeto: non resta che aspettare le conclusioni della magistratura".

I cittadini e le tasse - "C'è stata una inversione di valori per cui chi riesce a pagare meno tasse è ammirato, chi invece è costretto a pagarle è un fesso. La politica sembra quasi dare l'idea di favorire questo atteggiamento ed è grave. Tra i cittadini e le tasse - spiega Fini - c'è un rapporto complicato. In Italia sono elevate, sono troppe. Ma c'e' stata una inversione di valori per cui chi riesce a pagare meno è ammirato, chi costretto a pagarle è un fesso. Così si perdono le ragioni dello stare insieme, nella nostra società c'è egoismo diffuso. Se la poltica è tutto ciò che leggiamo quotidianamente, saranno sempre meno coloro che andranno a votare e sarà in pericolo la democrazia che è essenzialmente partecipazione".

La conclusione è un'anticipazione della convention di Futuro e Libertà che si terrà a Perugia il 6  eil 7 novembre : "L'Italia merita di più di quello che attualmente ha. Siamo così presuntuosi da pensare di poter offrire agli italiani risposte diverse".



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