Berlusconi parla di Ruby ma non fa mai il suo nome

Nella foto la rappresentazione grafica delle dichiarazioni di Berlusconi sul caso Ruby
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Il premier, a margine di un incontro a Bruxelles, risponde ai cronisti sul caso della giovane di origine marocchina. Ecco cosa emerge dall'analisi delle parole usate nel suo discorso: "vita", "persona", "nessuno", sono quelle che ripete più spesso

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"Vita", "persona", "nessuno". 
Sono queste le parole che ripete più spesso il presidente del Consiglio rispondendo ai cronisti che lo incalzano in cerca di risposte e chiarimenti sul nuovo caso che appassiona la cronaca e fa tremare la politica: il caso Ruby. Ovvero la vicenda della minorenne di origine marocchina che, abbandonata la famiglia a Letojanni, borgo di pescatori alle spalle del maestoso teatro greco di Taormina, è passata di casa famiglia in casa famiglia, è fuggita a Genova per trovare rifugio nel quartiere di Sant’Ilario fino ad arrivare, così dice la ragazza, nella villa di Arcore ospite di cene e feste organizzate dal premier.

Così come fatto in passato con il discorso del presidente della Camera Gianfranco Fini a Mirabello, abbiamo sottoposto le dichiarazioni del presidente del Consiglio al meccanismo, che non ha alcuna ambizione scientifica, della "tag cloud" per cercare di carpire qualcosa in più sulla vicenda.
Basta inserire l'intervento in siti come Wordle per avere una rappresentazione grafica in cui le parole si dispongono con una dimensione diversa a seconda di quante volte vengono utilizzate. (GUARDA LA FOTOGALLERY).

Una cosa colpisce immediatamente. Berlusconi non la nomina mai, non pronuncia nemmeno una volta il suo nome. Eppure parla di lei, di Ruby Rubacuori come si fa chiamare su Facebook la ragazza. Al suo posto, però, pronuncia diverse volte il suo stesso nome: “Berlusconi” è tra le parole che ripete di più. 

Del resto, non è una novità che il presidente del Consiglio ami parlare di se stesso e, sovente, lo faccia in terza persona. Un altro particolare che emerge da questa analisi  è il carattere positivo dei suoi discorsi.
Già, proprio così. Il premier parla di "vita", di "bene", di "fare", "essere"  e di "capacità".

La terza parola che ripete più spesso, però, è “nessuno”.



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