Wi-fi, Maroni accelera: presto lo liberalizzeremo

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La prossima settimana sarà presentato al Consiglio dei ministri un provvedimento "che consentirà di superare i limiti imposti dal decreto Pisanu". Nei giorni scorsi, in molti avevano protestato per la severità di alcune regole, ritenute troppo stringenti

La liberalizzazione del wi-fi è più vicina. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha annunciato che, contrariamente a quanto si era detto nei giorni scorsi, la prossima settimana presenterà al Consiglio dei ministri un provvedimento che consente di superare i 'paletti' imposti dal decreto Pisanu.
Il tema era stato oggetto di molte prese di posizione politiche da quanti ritengono che le regole vigenti in Italia siano troppo stringenti.
Mercoledì 27 ottobre, al question time, Maroni ha spiegato che "l'evoluzione tecnologica consente ora di superare le restrizioni e di contemperare le esigenze di sicurezza e l'attività investigativa con lo sviluppo dell'accesso alla rete".

Nato come norma anti-terrorismo, il pacchetto Pisanu, che andrà in scadenza il prossimo 31 dicembre, ha introdotto nuovi reati, come quelli di arruolamento e addestramento per finalità terroristiche, o di istruzione alla preparazione e all'uso di materiale esplosivo.
Ha previsto espulsioni più facili per chi è sospettato di agevolare cellule terroristiche. E ha anche limitato l'uso della rete, in particolare nei pubblici esercizi.
L'articolo 7, infatti, obbliga i gestori di locali pubblici che vogliano mettere un punto internet a disposizione dei clienti a registrarsi presso la Questura, a identificare e registrare gli utenti con la carta d'identità o il numero di cellulare e a conservare in un apposito archivio le informazioni riguardanti il traffico effettuato in modo che le forze dell'ordine possano all'occorrenza consultare tali dati. Ora si può andare oltre e rendere tutto più agevole, come avviene anche in molti altri paesi stranieri.

"La norma Pisanu - ha detto Maroni - è stata efficace e ha permesso di sventare minacce sul fronte del terrorismo e alla criminalità organizzata". Il ministro ha fornito anche alcuni dati, ricordando che le indagini riguardanti la pedofilia on line hanno portato all'individuazione di circa 7mila persone con operazioni a carattere anche internazionale, mentre nel campo delle frodi on line, della clonazione di carte di credito e bancomat, la polizia ha perseguito oltre 15mila persone. Ma ora bisogna guardare oltre.

Positivo il giudizio del Pd. "Finalmente qualcosa si muove. L'iniziativa presa insieme a parlamentari di diversi gruppi di maggioranza e opposizione ha rotto il silenzio del governo" ha dichiarato Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del partito, che ora aspetta di "valutare la norma". Una posizione analoga a quella dell'Ucd: "Bene Maroni, aspettiamo però di vedere quello che accadrà al prossimo consiglio dei ministri", commenta Roberto Rao. Pienamente soddisfatta la Lega: "La rete - dice Jonny Crosio - è un patrimonio della società e del Paese che va tutelata e valorizzata, e vigilare non significa limitarne l'espansione".

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