Capezzone dopo le botte: chi sta vicino a Berlusconi rischia

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Il portavoce del Pdl, aggredito con due pugni mentre si trovava in via dell'Umiltà a Roma, critica i partiti di sinistra: "Devono fare una barriera tra loro e i seminatori di odio. Questa fabbrica dei Tartaglia va fermata"

"Chi sta vicino a Silvio Berlusconi rischia troppo e questo non è giusto".
Il giorno dopo l’aggressione subita in via dell’Umiltà a Roma, proprio vicino alla sede del Pdl, Daniele Capezzone non ci sta. "Non so se fosse un balordo qualsiasi o con motivazioni politiche - ha affermato - di certo c'è un brutto clima e chi sta vicino a Silvio Berlusconi rischia la criminalizzazione, quando va bene, e l'aggressione fisica quando va male, e questo è ingiusto".

Capezzone ha ringraziato per le "parole gentili" arrivate da sinistra, ma ha aggiunto: "Non voglio accusare la sinistra. Da cittadino, spero che ci siano un grande centrodestra e un grande centrosinistra, ma la sinistra deve fare barriera tra se stessa e troppi seminatori d'odio e fabbriche di Tartaglia (il riferimento è all'aggressione subita dal premier lo scorso 13 dicembre, ndr) che hanno lavorato anche troppo".

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