Bossi: se cade il governo si vota, e non è un colpo di Stato

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Il leader della Lega sul lodo Alfano si schiera col premier: “Se lui lo vuole togliere va bene” ma, aggiunge, Berlusconi è un perseguitato e serve "una protezione dalla magistratura che si comporta male"

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Umberto Bossi entra nel dibattito sul Lodo Alfano e da una festa della Lega Nord in provincia di Bergamo sostiene che "se Berlusconi lo vuole ritirare va bene". Secondo il leader del Carroccio, però, il premier è un perseguitato e bisognerebbe fare come in Francia: proteggere dunque con uno scudo il primo ministro, anche perché "in Italia la magistratura si comporta male".

In seguito, rispondendo a Gianfranco Fini secondo cui un eventuale nuovo governo non sarebbe un colpo di Stato, il leader del Carroccio ha replicato sostenendo che neanche andare al voto lo sarebbe. "Se il governo e questo cade, si va al voto e non è un colpo di Stato perché si è già fatto in passato" ha dichiarato Bossi.

Nel corso del comizio il Senatur ha poi rilanciato la riforma federale. "Bisogna fare il federalismo delle istituzioni. E' una mia idea, a partire dal Senato delle regioni. Ma perché non l'hanno votata allora, perché non erano a favore quando abbiamo fatto la devolution?" ha dichiarato il leader della Lega. E ha precisato: "Insieme alla sinistra si scagliarono tutti contro e usarono la gente del sud". Secondo Bossi, infine, non è eliminando le province che si riducono gli sprechi. "Non è mica lì che bisogna fare i risparmi - ha affermato - ma impedendo che in certe regioni si sprechino le risorse".

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