Scontro aperto sul Lodo Alfano. Fini: "Non sia reiterabile"

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Continua il tira e molla sullo scudo giudiziario per il premier e per il capo dello Stato. Dopo il voto favorevole di Fli in commissione Affari costituzionali, arriva il dietrofront del presidente della Camera. Napolitano: “Resto imparziale”. VIDEO

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Se la filosofia di fondo del Lodo Alfano è di garantire la funzione del presidente del Consiglio, allora "non credo che il Lodo possa essere reiterabile" perché "diverrebbe un privilegio" garantito ad una persona. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nel corso del dibattito con Massimo D'Alema ad Asolo, auspicando, inoltre, che nel corso dell'esame in Parlamento si "tenga conto di questo aspetto". Dopo il no sui tre punti della giustizia di Futuro e Libertà, arriva anche il dietrofront del leader Fini nonostante l'ok all'emendamento sulla reiterabilità sia arrivato anche grazie al voto dei finiani.

“Futuro e libertà si impegnerà per la presentazione di emendamenti che non rendano possibile reiterare il Lodo" perché si tratta "di tutela della funzione e non di una nuova legge ad personam", ha anche aggiunto Fini, che poco prima aveva affermato: “Con la propaganda si vince, non si governa".

E intanto dopo la nota del Quirinale sul lodo che ha scatenato diverse reazioni, tra cui anche quella infastidita di Silvio Berlusconi, il capo della Stato Giorgio Napolitano è intervenuto con un nuovo comunicato per precisare che non c’era "nessun intendimento politico" nella lettera inviata al presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini. "Il Capo dello Stato - sottolinea  una nota del Quirinale - ha ritenuto di dover manifestare le sue 'profonde perplessità’ su un punto specifico, tale da incidere sullo status del Presidente della Repubblica, della proposta di legge costituzionale all'esame della prima commissione del Senato". Il Colle tiene a precisare che "le soggettive interpretazioni e  le generalizzazioni del contenuto della lettera apparse in diversi  commenti di stampa, così come le conseguenze politiche che taluni  annunciano di volerne trarre, sono del tutto estranee agli  intendimenti del Presidente della Repubblica, sempre volti a favorire con la massima imparzialità la correttezza e la continuità della  vita istituzionale".

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