Wi-Fi libero, il Consiglio dei ministri non se ne occuperà

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Renato Brunetta aveva detto: "Probabilmente il Cdm prenderà in considerazione l'abrogazione" del decreto Pisanu, che regolamenta l'accesso senza fili a Internet nei locali pubblici. Ma il tema non è previsto nell'ordine del giorno del 22 ottobre

"Il ministro Maroni si è detto disponibile e penso che dal prossimo Consiglio dei ministri si potrà liberare la Rete". Hanno fatto ben sperare le parole pronunciate lunedì da Renato Brunetta. Blog e siti hanno subito rilanciato la promessa di una vicina “liberazione” della rete Wi-fi italiana dal giogo del cosiddetto decreto Pisanu, e cioè una norma antiterrorismo che dal 2005 impone una severissima procedura burocratica per la connessione ad Internet nei locali pubblici.
Ma anche questa volta le aspettative potrebbero andar deluse. Dell’abrogazione, o quantomeno di una modifica di quel provvedimento, non c’è infatti alcuna traccia tra gli argomenti oggetto della convocazione per domani del Cdm.

Il ministro della Pubblica amministrazione aveva detto che sarebbe stato "probabilmente" questo Consiglio a "prendere in considerazione l’abrogazione" dell’articolo 7 della legge incriminata, la 155 del 2005. Al momento, se l'ordine del giorno non verrà disatteso, così non è.

Ad ogni modo, fa sentire sempre più forte la propria voce il movimento d'opinione che mette in dubbio l’efficacia del decreto Pisanu nella lotta contro il terrorismo e che chiede di non dare più seguito al provvedimento (l’estensione per il 2011 dovrebbe arrivare a fine anno nel decreto Milleproroghe). Solo nel mese di ottobre sono state presentate in Parlamento tre nuove proposte di legge pro abrogazione. Due alla Camera (una bipartisan di Pd, Fli, Udc ed Api, ed una a firma di otto deputati del Pdl) e un'altra al Senato (dei senatori del Pd Vita e Vimercati, cui si sono aggiunti colleghi di diversi partiti). Al momento non è ancora iniziato, però, l’esame di nessuna delle proposte.

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