Democrazia nel Pdl? Il malumore del web

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Le primarie riservate agli eletti, la possibilità di Berlusconi di annullare le decisioni degli organi locali. I primi accenni di democratizzazione del Popolo della Libertà non incontra il favore delle periferie. Che protestano in rete

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Ci vuole un Pdl più democratico, vanno dicendo da diverse settimane ormai anche i più fedeli a Silvio Berlusconi. La crisi del Pdl che ha portato alla fuoriuscita dei finiani ha sollevato un'onda di malumori, rancori e problemi che hanno profondamente messo in discussione il processo di selezione della classe dirigente del maggiore partito della maggioranza. Ma se a Palazzo Grazioli fino ad ora si riescono a nascondere le tensioni interne dietro a una facciata di tirato ottimismo, dalle periferie, sia reali che virtuali, si iniziano a sentire echi di proteste.

Le nuove regole prospettate per "democratizzare il Pdl" non sembrano infatti trovare l'approvazione di parte della base del partito. Simone Bressan, uno dei giovani più attivi del Pdl friuliano, sul suo blog ha dedicato ben tre post all'argomento in pochi giorni. Ha iniziato il 16 ottobre, sostenendo che "far scegliere i dirigenti del partito a “parlamentari, consiglieri regionali e sindaci delle grandi città” è  una cosa che non sta né in cielo né in terra". Continua poi il 19 ottobre, dove, di fronte alla spaccatura del partito che rischia di portare quattro candidati di centrodestra alle elezioni per il sindaco di Trieste arriva a invocare le primarie. Un soluzione chiesta per il candidato sindaco, ma soprattutto "per i parlamentari, soprattutto per quelli. Ché saremmo anche un po’ stanchi di sentir parlare di soluzioni e di vie d’uscita dagli stessi che hanno creato i problemi e ci hanno cacciato a gran forza in questo vicolo cieco." E, di fronte al possibile ingresso in politica di Marina Berlusconi, chiude la giornata commentando "che non si possa scegliere un successore a Berlusconi mi pare cosa metabolizzata. Che ci si debba beccare la figlia, proprio no."

Malumori isolati dal nordest? Se il Friuli piange, la Liguria non ride. Su un altro blog di area Pdl, il Culturista, si fa il resoconto di un meeting del Pdl genovese aperto agli iscritti e ai simpatizzanti. Un appuntamento sentito anche perché, si scrive sul blog "il partito latita da parecchio tempo, abbandonato a sé stesso dal precedente coordinatore metropolitano e fortemente scompaginato dai casi Scajola e Fini. Last but not least, resta sofferente per il palese disinteresse da parte delle strutture centrali, che sembrano aver dato per irrecuperabile la città ligure." Il risultato però risulta deludente: "una inutile sequela di sproloqui adulatori. Berlusconi il salvatore, viva il partito, grazie ai nostri eletti, infallibili e sommi" e si conclude invitando i dirigenti del partito a "prendere il coraggio a due mani e aprire il partito alle tante persone di qualità, giovani e meno giovani, che stanno premendo dall’esterno e ogni giorno fondano gruppi e movimenti perché si sentono esclusi e trascurati. I giovani ci sono eccome, così come i quarantenni e i cinquantenni di vaglia!"

E la critica diventa sarcasmo tra tutti quei siti che già da mesi ormai criticavano la gestione del partito e del governo. Tra quelli che aderiscono a Tocque-ville, l'aggregatore dei blog di centrodestra, non sono pochi quelli che sono passati con Futuro e Libertà o che, da molto tempo, non si vedono riconosciuti più dal partito del premier. L'articolo sei del possibile futuro statuto del Pdl, che assicura a Berlusconi la possibilità di bocciare qualunque decisione presa dagli organi locali, viene portata a esempio dell'impossibilità del partito a darsi una veste democratica. L'economista Mario Seminerio, autore del seguito blog economico Phastidio.net, glossa sull'argomento: "Quando gli stanchi riti democratici di un’associazione di cittadini che non intendiamo chiamare partito incontrano l’Unto del Signore, possono prodursi risultati inusuali.". E se ci fossero dubbi sul tono, il titolo del post riprende una celebre battuta del Marchese del Grillo: "Perché io so io, e voi non siete..."

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