Piemonte, accolto il ricorso di Cota: stop al riconteggio

Il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota con la sfidante Mercedes Bresso
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Il Consiglio di Stato va contro la decisione del Tribunale amministrativo regionale del Piemonte di ricontare i voti delle ultime elezioni regionali. Il presidente: "Abbiamo vinto, ora chiamo Bossi". Mercedes Bresso: "Le sentenze si rispettano"

Il Consiglio di Stato ha accolto in via sospensiva il ricorso contro la decisione del Tribunale amministrativo regionale del Piemonte di ricontare i voti delle ultime elezioni regionali piemontesi. Il ricorso contro il riconteggio era stato presentato dall'attuale presidente della Regione, il leghista Roberto Cota, che non appena appresa la notizia ha dichiarato: "Abbiamo vinto, ora chiamo subito Bossi". In realtà i giudici hanno emesso un'ordinanza, bloccando almeno per il momento le operazioni di riconteggio, ma devono ancora decidere sul merito della questione.

La notizia è stata accolta con l'applauso dei deputati di centrodestra alla Camera, dove Cota, fino alle scorse regionali, era capogruppo della Lega Nord. I supremi magistrati amministrativi sono rimasti in camera di consiglio meno di tre ore, dopo la fine dell'udienza pubblica di oggi. In apertura di udienza, i rappresentanti della coalizione di centrosinistra avevano sollecitato un rinvio per avere il tempo di studiare la documentazione su cui si basava il ricorso presentato dai legali di Cota, ma il Consiglio non ha tenuto conto della richiesta.

In serata Roberto Cota ha commentato la notizia anche sul web, postando un video su YouTube. Ecco la dichiarazione del presidente del Piemonte:



Un primo ricorso contro il dispositivo era già stato respinto dal Consiglio. Il Tar del Piemonte ha ordinato il riconteggio accogliendo un ricorso presentato originariamente dalla governatrice uscente Mercedes Bresso e portato poi avanti da alcune liste di centrosinistra. Dopo la decisione del Consiglio di Stato la Bresso ha dichiarato: "Le sentenze si rispettano, aspettiamo di conoscere le motivazioni che hanno spinto il Consiglio a questo pronunciamento. Ma, considerando le palesi irregolarità nella presentazione di diverse liste del centrodestra, l'amarezza resta".

Il riconteggio interessa le schede che riportano doppia croce (lista e presidente) o una sola croce su una delle due liste dichiarate non valide "Al centro con Scanderebech" e "Consumatori". Secondo i legali, su un totale di circa 15mila voti dati alle due liste, almeno 12mila sarebbero stati dati con la sola indicazione alla lista, senza la croce sul candidato presidente. L'annullamento di queste schede, se confermato al termine del riconteggio, ribalterebbe l'esito del voto finale, che ha visto Cota imporsi di misura con soli 9mila voti in più della Bresso.

Il Tar piemontese aveva stabilito di esaminare nell'udienza del prossimo 4 novembre i dati del riconteggio, e presumibilmente decidere l'annullamento delle schede in questione in cui manca la croce sul presidente. Ma l'esame sarebbe stato comunque destinato a slittare: le operazioni nel distretto elettorale di Torino non sono infatti ancora concluse, per cui il termine per il riconteggio - fissato al 15 ottobre - è stato prorogato di 25 giorni.

Nell'udienza del 4 novembre il Tar dovrebbe poi tornare ad occuparsi del ricorso - che aveva a suo tempo accolto - relativo alla lista "Pensionati per Cota" con cui è stato eletto consigliere comunale Michele Giovine, indagato con il padre per la presunta falsificazione delle firme. Bresso aveva lasciato cadere i ricorsi al Tar contro le due liste "Al centro con Scanderebech" e "Consumatori" avendo concluso un accordo per la sua nomina a presidente del Comitato delle Regioni presso l'Unione Europea. Non ha invece ritirato il ricorso contro "Pensionati per Cota". Un quarto ricorso, contro la lista "Verdi Verdi", era stato respinto dal Tar.

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