Frattini: "Via dall'Afghanistan nel 2011"

Il ministro degli Esteri Franco Frattini
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Il ministro degli Esteri rilancia la proposta di La Russa e ipotizza un ritiro graduale delle nostre truppe. Ma dalla Nato arriva lo stop. LA RASSEGNA STAMPA

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Continua a infuriare la polemica politica sulla presenza italiana in Afghanistan. Dopo un'apertura di Ignazio La Russa a un possibile ritiro anticipato del nosto contigente è oggi il turno di Franco Frattini di caldeggiare l'idea del ritorno a casa dei soldati italiani. In'un intervista a La Repubblica il ministro degli Esteri sostiene infatti che "anche l'Italia pensa al ritiro delle sue truppe", un'operazione che potrebbe già iniziare "nell'estate 2011 per l'inizio graduale del ritiro, con l'intenzione di completarlo nel 2014".

Paralellamente continua il dibattito politico sulla possibilità di dotare i caccia italiani di bombe. Dopo quella che era sembrava un'apertura Piero Fassino precisa che il Partito Democratico è contrario a questa scelta (troppo alto il rischio di vittime civili), aprendosi però a un dibattito parlamentare che trovi misure che mettere in sicurezza i militari italiani. Intervenuto sull'argomento il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen dichiara che la cosa non andrebbe contro il mandato della missione. L'esponente dell'alleanza atlantica, però, frena sul possibile ritiro anticipato degli italiani e ricorda che nel 2011 inzierà soltanto una fase di transizione e che la fine della missione è prevista per il 2014.

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