Bersani: "Pronti a governo di transizione"

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani
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Purché sia breve e abbia come "primo punto la modifica della legge elettorale": è quanto ha detto il segretario del Pd all'assemblea nazionale del partito. E aggiunge: "Non ci rispettano abbastanza gli amici né gli avversari”

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I problemi del Nord, il federalismo fiscale, i rapporti con gli alleati e la riforma del fisco: sono questi i punti principali del discorso del segretario Pd all'assemblea nazionale, conclusasi sabato 9 ottobre a Busto Arsizio.

"Alleanza democratica per le regole del gioco" - "Oggi - ha detto l'ex ministro dello Sviluppo Economico - il governo è Belrusconi-Bossi-Cuffaro ce ne rendiamo conto? Il paese non può stare a veder traccheggiare la politica, cambiamo la legge elettorale e andiamo alle elezioni". "Rivolgiamoci - ha proseguito - a tutte le forze interessate a mettere in sicurezza la democrazia partendo proprio dal cambio della legge elettorale. Un'alleanza democratica per tutelare le regole del gioco. Il nuovo Ulivo invece è il cuore delle nostre proposte di governo, con forze di centrosinistra che hanno attitudine di governo: non si rifà l'Unione. L'Udc si autodefinisce una forza di opposizione e non di centrosinistra, credo che il nuovo Ulivo abbia il compito di discutere di governo con tutte le forze di opposizione. Ma la nostra alleanza - ha concluso - dobbiamo farla con l'Italia".

"La fine del berlusconismo non sarà un pranzo di gala" - Bersani ha poi parlato delle frizioni all'interno della maggioranza di centrodestra: "Siamo  - ha detto - nella seconda fase del berlusconismo, forse quella più pericolosa. La fine del berlusconismo non sarà un pranzo di gala, Berlusconi non se ne andrà bevendo una tazza di the, ma preferirà il 'muoia Sansone con tutti i filistei"'.

"Tassare transazioni finanziarie" -
Spazio poi alla riforma fiscale: "è un punto clou per noi - ha detto il segretario - bisogna alleggerire il lavoro, l'impresa, le famiglie con i figli. Gli altri sul fisco hanno fatto un balbettio - promesse su promesse, ma non hanno ottenuto nulla. Le tasse sono più alte per chi paga". "La riforma fiscale - ha ribadito - è un'urgenza in una situazione di così bassa crescita". Per il segretario Pd la strada è iniziare con il tassare le transazioni finanziarie.
"Ci vuole una tassa sulla finanza per riparare ai danni della finanza - ha detto - non è giusto invece tassare le banche perché si ha solo il risultato di aumentare i costi sui clienti".

"Quello di Bossi è un federalismo immaginario" - Nel suo intervento, Bersani ha anche attaccato il partito di Umberto Bossi: "La Lega ha tradito il Nord e quindi tutto il Paese - ha detto - Il loro è un federalismo immaginario, senza cifre e lo fanno così perché sanno che se arrivano le cifre iniziano i problemi. Noi invece vogliamo prendere in mano la bandiera del vero federalismo".
Bersani ha criticato più volte il Carroccio che ha "scelto una strada populista preferendo parlare di rom e di moschee invece che dei problemi veri del Nord, perché questi problemi non sono stati in nessun modo risolti. La Lega era antiburocratica e moralizzatrice, oggi invece vota le leggi ad personam, le leggi della cricca e 'salva-Cosentino' -aggiunge Bersani- dobbiamo dire con forza, e lo metteremo anche sui manifesti, che sono corresponsabili del fallimento del Governo, non dobbiamo fargliene passare una".
"Dopo tanti anni del loro governo la situazione del Nord non è migliorata. Questo naturalmente è un danno per l'intero Paese che ha bisogno del traino del nNrd. Con il governo della Lega il nord è più lontano dall'Europa, tutti i dati lo dimostrano. La Lega rimane nel governo solo perché spera di ereditare il consenso di Berlusconi, è come chi vuole ereditare da un vecchio zio - conclude - senza badanti di mezzo e per questo considerano Fini un problema".

"Il Pd non viene rispettato" - Il segretario del Partito democratico ha poi paralto anche del rapporto con gli alleati: il Pd - ha detto Bersani - non viene "rispettato". "Non ci rispettano abbastanza gli amici né gli avversari. Abbiamo bisogno di più rispetto, ma ce lo avremo". "Ci rispetteremo - ha insistito Bersani - ma l'unica condizione è che ci rispettiamo noi; se ci rispettiamo noi state sicuri che ci rispetteranno. Serve tra noi stima e rispetti. Questa cosa deve scendere giù per li rami, e questo ancora non c'è. Non c'è sempre sui territori".
Di qui il lamento di Bersani per il fatto che "le gazzette sono ancora troppo piene di un partito che parla di sé e non dei problemi."

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