Berlusconi e Fini, ancora scontro sulla giustizia

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Botta e risposta a distanza tra Fini da 'Annozero' e Berlusconi in collegamento telefonico con una festa Pdl. Processo breve e legge elettorale restano i temi forti del confronto tra il leader Pdl e il capo della 'terza gamba' Fli

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Nuovo scontro fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, ancora una volta su giustizia e legge elettorale.
A parole, entrambi vogliono la stessa cosa: mandare avanti la legislatura, rispettare l’impegno con gli elettori, mettere al riparo il presidente del Consiglio dall’azione del pm.
Poi, nei fatti, continuano a lanciarsi frecciatine e stoccate e a scontrarsi sul processo breve e sulle intercettazioni. Quasi una guerra di posizione e logoramento, spesso condotta a distanza.
Come la sera del 7 ottobre. Fini da Santoro ad “Annozero”, Berlusconi in collegamento telefonico con la Festa del Pdl di Busto Arsizio.

Il presidente della Camera comincia affermando di non volere “né la crisi, né tantomeno le elezioni anticipate”. Il voto a marzo? “Berlusconi ora ha il dovere di dimostrare che vuole governare”. Dolenti note sul Lodo costituzionale, sul quale non ha “nulla da obiettare” ma secondo lui sarebbero “inaccettabili norme retroattive che cancellino i processi”. Insomma: sì al Lodo Alfano bis, ma niente processo breve. Poi davanti alle telecamere di ‘Annozero’ si passa a Fli: “La famosa terza gamba è costituita”, ora nella maggioranza tutto si dovrà “concordare”. Le sue dimissioni non le ritiene necessarie, né ora né quando Fli sarà un partito a tutti gli effetti.

Il premier non fa attendere la sua replica. Anche per lui, i toni all’inizio sono concilianti: “Noi andiamo avanti”, sono altri che “vogliono un governo tecnico per fare una legge elettorale che tolga il premio di maggioranza” tornando così ad avere “moltissimi partiti” e una situazione “ingovernabile”. Poi, però, si fanno più duri: “Adesso portiamo avanti l’idea di un processo in tempi certi: l’hanno chiamato subito ‘processo breve’ anche se dura sei anni e mezzo e anche qui, però, serve una riforma. Dobbiamo assolutamente intervenire così come dobbiamo intervenire sulle intercettazioni”, dice durante il collegamento telefonico. E lo scontro continua.

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