Tra Bossi e i romani finisce a polenta e coda alla vaccinara

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Pranzo della pace nella capitale tra il Senatùr e Alemanno dopo gli insulti su "Spqr" e le scuse. Nel menu i piatti tipici delle cucine lombarda e laziale. "Una pagliacciata", per l'opposizione

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Prima l'uscita di Umberto Bossi su " sono porci questi romani ", che aveva causato le dure reazioni di Gianni Alemanno e persino di Francesco Totti. Il capitano giallorosso era arrivato a sfidare il Senatùr a ripetere l'insulto davanti al Colosseo. Poi le scuse del leader della Lega agli abitanti della capitale , oggi la pace culinaria a base di un discutibile menu padano-romano. È finita a tavola la vicenda dell'affronto di Bossi a Roma, che ha rischiato di causare una crisi di governo.

Il pranzo prevedeva appunto polenta e rigatoni conditi con la coda alla vaccinara. L’accoppiata culinaria inedita ha sancito la fine delle ostilità tra Umberto Bossi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Il primo cittadino avrebbe alla fine accettato, su richiesta di Silvio Berlusconi, di sdrammatizzare e avrebbe per questo organizzato il pranzo. I militanti del "Movimento per Roma" hanno manifestato sotto la Galleria Colonna muniti di fischietto.

In occasione della riconciliazione, in piazza Montecitorio, anche alcuni parlamentari del Pd e un gruppo di giovani militanti democratici hanno distribuito un volantino dal titolo "Caro ministro Bossi, benvenuto al sud". Il volantino si concludeva con lo slogan della campagna elettorale di Veltroni Sindaco nel 2001 "Orgogliosi di essere romani". "Le dichiarazioni del ministro Bossi - ha affermato il deputato del Pd Roberto Morassut, promotore dell'iniziativa -, per le quali si è scusato con i romani, sono solo l'ultima di una lunga serie di attacchi alla capitale. Non basta un atto folkloristico e propagandistico tra il ministro e il sindaco, il problema è tra questo governo e i cittadini di Roma, che avvertono con chiarezza l'ostilità di un governo che non ama la sua capitale".

Tra Alemanno e Bossi, erano presenti anche Renata Polverini e Roberto Calderoli, tutto all'insegna del "volemose bene", anche se l'immancabile frecciata del Senatùr ha rischiato di guastare il clima. A una domanda sul Gran premio di Formula 1 da spostare a Roma infatti ha risposto: " C...o corri il Gran premio a Roma? ". Sul Gran Premio di Roma sono pronto a confrontarmi - ha puntualizzato Alemanno -. Capisco giustamente chi tifa per Monza e chi dalla Lombardia vuole difendere la sua corsa, ma io ho tutte le carte per dimostrare che il nostro Gp non è in competizione, anzi può aiutare quello di Monza".Alemanno spiega che non c'è competizione e anzi "le due gare possono fare promozione comune: il Gran premio d'Italia rimane a Monza, quello di Roma sarà un'altra cosa".

I partecipanti al pranzo sono stati accolti da uno striscione con la scritta: "Benvenuti a Roma Capitale dell'Italia unita e federale" e Bossi ha commentato: "È l'Italia federale che muove tutto", il sindaco di Roma ha aggiunto sorridendo: "E anche unita". Visto poi che il ministro per le riforme non aveva il piatto con i rigatoni al sugo è stata il presidente della Regione Lazio Polverini a imboccarlo, per fargli assaggiare il piatto romano. Bossi, Alemanno e Polverini hanno anche assaggiato la polenta, la coda e il parmigiano e bevuto Lambrusco e Frascati doc.

"Questo è il momento di scambiarci reciproche abitudini. Dopo tante polemiche è il momento della pace", ha aggiunto Alemanno. "Le piace la coda alla vaccinara?", ha chiesto qualcuno a Bossi, "io mangio polenta", ha risposto il ministro. Ma Alemanno ha sottolineato subito l'elemento di unità che ha caratterizzato la manifestazione: "Vogliamo tutti un'Italia federale, in cui i territori vengano valorizzati. Un'Italia in cui anche l'identità di Roma venga rispettata e valorizzata". "La pace con Roma è fatta", ha assicurato il Senatùr.

"Nessuno abbassa la guardia. Roma e il Lazio si difendono bene", ha aggiunto Alemanno riguardo agli insulti arrivati dalla Lega. Nel momento in cui Bossi ha offeso Roma, ha detto ancora, il Campidoglio ha preteso delle scuse, che sono arrivate. "Il tifo legato alle identità non è un fatto negativo. È come allo stadio, è giusto che ci sia un po' di tifo, ma l'importante è che alla fine ci si stringa la mano con lealtà e si competa anche, se necessario, con la stessa lealtà. È importante inoltre che l'appartenenza non si trasformi in antagonismo, odio e avversione. Bossi ha chiesto scusa, c'è reciproco rispetto. Oggi abbiamo dato un segno importante di concordia dell'Italia, ci siamo stretti la mano e abbiamo lanciato un segnale di riconciliazione. Dobbiamo lavorare per un grande rinnovamento dell'Italia, un'Italia unita che valorizzi le identità locali".

C'è stata anche una contestazione per il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "Ti sei venduto a Roma", "Vergogna", "Fascista", "Buffone", hanno gridato alcuni militanti del Pd. Il ministro è stato accompagnato via dagli uomini della sicurezza, che hanno tenuto distanti i contestatori. Ma loro accusano: "È stato lui a venirci contro dicendo che siamo vergognosi''. Protagonista dell'episodio, tra gli altri, il consigliere del Pd in Campidoglio Paolo Masini. "Gli abbiamo dato un volantino - racconta Elena Improta, membro dell'assemblea regionale democratica - e gli abbiamo detto che lui, avendo origini del sud, poteva capirci. Ma lui ha detto 'no, nun ve capisco', e ci ha fatto marameo. A quel punto abbiamo iniziato a urlargli 'buffone'".

Il pranzo è stato definito "una pagliacciata" da Francesco Rutelli (Api). "Poche volte - ha sottolineato Rutelli - la capitale era caduta così in basso". Mentre Pierferdinando Casini ha commentato: "Cattivo gusto, cattivo gusto... Ci sono tante trattorie, piazza del Parlamento non è il luogo per fare banchetti. Alemanno poteva invitarlo in trattoria o a casa sua".

Il servizio di SkyTG24


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