Bocchino: pronti a nuove alleanze per legge elettorale

Italo Bocchino (Credits: Getty Images)
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Il capogruppo Fli alla Camera avverte gli alleati: "Sappiate che esiste già una maggioranza alternativa tanto alla Camera quanto al Senato". E ribadisce il suo no a una commissione parlamentare sui pm. LA RASSEGNA STAMPA

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"Se qualcuno cerca un pretesto per andare a votare, allora sappia che esiste già una maggioranza alternativa, tanto alla Camera quanto al Senato, in grado di ritrovarsi sulla modifica della legge elettorale. Solo dopo si potrà tornare al voto".
A dirlo, in un'intervista a Repubblica, è il capogruppo alla Camera del Fli Italo Bocchino, secondo cui "è l'ora di passare dalla sovranità padronale a quella popolare".
"La riforma elettorale non rientra nel vincolo di maggioranza. Si può dunque anche pensare, in caso di dimissioni del premier, a un governo che abbia come obiettivo la cancellazione del porcellum", una legge che "ha dimostrato di non garantire la stabilita"'.
"Non vogliamo liberarci di Berlusconi - sottolinea - ma dell'oligarchia che consente a cinque leader di nominare l'intera platea parlamentare".
L'intervista a Bocchino arriva il giorno dopo le dichiarazioni di Enrico Letta che, durante l'intervista a SkyTg24 di Maria Latella, aveva auspicato un dialogo con i finiani per cambiare le norme elettorali.

"La Lega vuole andare al voto per sottrarre voti a un Pdl in grande difficoltà, sceso sotto il 30% dopo la nostra uscita", prosegue Bocchino.
"Maroni sa bene che col ricorso anticipato alle urne Berlusconi e Bossi non avrebbero la maggioranza al Senato. Si andrebbe a una grande coalizione con un governo guidato da Tremonti. E' l'unica cosa che interessa ai leghisti: togliere voti e poltrona al premier. Paradossale che siamo gli unici a difenderlo, ma non lo comprende".
Dopo la proposta di ieri del premier su una commissione d'inchiesta sui pm, Bocchino ribadisce il no di Futuro e Libertà a "una riforma della giustizia che sia punitiva nei confronti della magistratura, che proceda per commissioni d'inchiesta".
"Per noi i giudici non sono dei pazzi comunisti e neanche dei deviati meentali. Se Berlusconi cerca un pretesto, ha trovato quello giusto".

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