Berlusconi contro i pm: "Voglio la commissione d'inchiesta"

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Nuovo attacco del premier alla magistratura, nel comizio con cui ha chiuso la Festa del Pdl. "Passeremo alla storia come il governo che ha sconfitto la mafia". Sui rifiuti: "A Napoli non funziona la raccolta per colpa della Iervolino". TUTTO L'INTERVENTO

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In fondo all'articolo l'intervento integrale del premier

"Andremo avanti, abbiamo il dovere di farlo per cambiare questo Paese. Neppure un passo indietro". Lo giura il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi davanti al Popolo della Libertà al Castello sforzesco di Milano. Nel suo intervento, con cui si chiude la festa del partito, il premier torna ad attaccare a 360 gradi i giudici, la stampa, l'opposizione e i fautori di governi tecnici "che porterebbero al comando chi ha perso le elezioni".

Nuovo attacco alla magistratura - "Se una legge non piace ad alcuni pm viene impugnata e presentata alla Corte Costituzionale formata, non faccio che fotografare la realtà, da giudici della sinistra che, su pressione dei giudici di sinistra, abrogano le leggi che questi non gradiscono. La sovranità non è del popolo ma è passata ai pm. Questo ci fa dubitare che nel nostro Paese ci sia una vera democrazia" dice Silvio Berlusconi citando l'esempio dell'abrogazione della legge che impediva il processo di appello penale per chi fosse stato assolto in primo grado.
E continua: "C'è qualcosa dentro la magistratura che ci tiene sotto scopa", l'Italia ha un sistema di giustizia "che non è degno di un Paese moderno". E formalizza la richiesta di una vera e propria "commissione d'inchiesta che, con gli stessi poteri della magistratura, indaghi su cosa è accaduto in questi anni". "Questo è necessario anche a difesa dei giudici onesti" e sottolinea che questa iniziativa "è un nostro diritto e un nostro dovere".

Il Pdl e l'esecutivo - Poi, il premier difende quanto fatto dall'esecutivo. "Due anni fa abbiamo riunito otto componenti in un unico partito di centrodestra, nel marzo 2009 nacque il Pdl che rappresentava moderati, riformisti, uomini di buon senso e buona volontà. Gli italiani risposero dal cuore non 'partito' della libertà, ma Popolo della Libertà. Avevamo vinto le elezioni, dato vita a governo solido che si reggeva su maggioranza solidissima, nessun governo ha fatto così tanto in poco più di due anni: c'è da stropicciarsi gli occhi solo a leggere l'opuscolo che manderemo a tutti gli italiani per sapere ciò che abbiamo fatto".

Emergenza rifiuti - E sui rifiuti, che nelle ultime settimane sono tornati ad invadere anche il centro di Napoli, ha attaccato l'amministrazione comunale di sinistra. "A Napoli non funziona il servizio di raccolta dei rifiuti perché lì c'è un'amministrazione di sinistra che non sa farlo funzionare. I rifiuti di Napoli hanno un nome: Rosa Russo Jervolino". Poi, annuncia una sua missione a nel capoluogo campano questa settimana con Bertolaso.

Scuola e mafia - Il premier rivendica le riforme fatte dall'esecutivo. Tra tutte quella della scuola e dell'università. "Di Pietro ha affermato che ha ottenuto una laurea vera, da qui ho dedotto che bisognava riformare l'Università".
Parlando dell'attività di governo, aggiunge: "Vogliamo passare alla storia per avere sconfitto la mafia".  E spiega: "Stiamo svolgendo un'azione di contrasto alla mafia che nessun governo prima di noi ha fatto. Con 620 blitz abbiamo arrestato 6.500 presunti mafiosi e sequestrato e  confiscato beni per 16 miliardi di euro che mettiamo a  disposizione delle forze dell'ordine".  

Terremoto in Abruzzo e Alitalia - Berlusconi difende anche "il grande lavoro che ha fatto il governo dopo la catastrofe del terremoto". E aggiunge: "Hanno inventato che ci sia stata della corruzione negli appalti in Abruzzo. Non è vero, non c'è stata nessuna corruzione".
Oltre all'Abruzzo, il premier richiama anche il salvataggio di Alitalia "con quindici coraggiosi imprenditori che hanno tenuto nelle nostre mani la compagnia di bandiera" e la crisi economica. "Sono stato il primo premier al mondo - ha rivendicato Berlusconi - che si è presentato in televisione per garantire ai cittadini che i loro risparmi non correvano rischi".

Andare avanti - Il premier scherza poi sulla manifestazione del 2 ottobre del Popolo viola al No B-Day: "Continuano a dirmi 'Berlusconi a casa'. Ma mi danno qualche problema. Io di case ne ho venti e non saprei dove andare". E ribadisce l'intenzione di andare avanti: "Il nostro governo ha avuto il mandato elettorale ma questa sinistra continua a chiedere dal Parlamento, dai suoi giornali, dalla Rai pagata con i soldi di tutti che al posto del governo che ha avuto dagli italiani il mandato a governare si crei un governo tecnico che metta insieme le forze che le elezioni le hanno perse. Noi intendiamo andare avanti, intendiamo governare perché è la responsabilità che ci hanno affidato gli italiani". Quanto alla stabilità della maggioranza, Silvio Berlusconi dice di credere alla lealtà di Futuro e Libertà:  "Vogliamo credere alla lealtà al programma, che per noi non è carta straccia, dichiarata dai colleghi parlamentari che hanno formato un gruppo parlamentare autonomo. Li metteremo alla prova".

Reazioni - "Non possiamo che ribadire la forte preoccupazione per i continui attacchi che rischiano di delegittimare un'istituzione dello Stato". Così il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, replica alle dure parole del premier Silvio Berlusconi contro la magistratura. "I magistrati non si lasceranno comunque intimidire e continueranno ad applicare la legge secondo i principi della Costituzione".
Sulla ipotesi di una commissione d'inchiesta arriva subito il no del capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera Italo Bocchino. "L'Italia non ha bisogno di vedere il Parlamento impegnato in una Commissione d'inchiesta contro la magistratura, che per Futuro e Libertà è baluardo di legalità e sicurezza. Se Berlusconi ha storture da denunciare le metta nero su bianco e le invii al Csm".
Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha reso noto, invece, che presenterà denuncia alla magistratura competente contro "le affermazioni gravissime" fatte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in chiusura della Festa del Pdl, perché‚ "accusa ingiustamente e falsamente sia i magistrati del Pool di Milano che l'allora capo dello Stato di aver commesso dei reati, contrariamente al vero".

L'intervento integrale del presidente del Consiglio

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