Fiducia, governo ok: 342 sì. Bossi: "La strada è stretta"

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante il suo intervento oggi in Aula
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Berlusconi alla Camera: "Non c’è stata nessuna compravendita di deputati". Duro attacco di Di Pietro (Idv), i parlamentari del Pdl lasciano l’Aula. Bersani (Pd): "Discorso debole". Il leader della Lega pessimista, i finiani restano decisivi. VIDEO E FOTO

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(In fondo all'articolo i video degli interventi alla Camera
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Al termine di una giornata convulsa, piena di batti e ribatti, l'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo Berlusconi con 342 sì. I no sono stati 275 e 3 gli astenuti (tra questi anche l'indeciso Calearo, del Pd). Rimane una certezza: il supporto dei finiani a questa maggioranza resta decisivo. Ed è proprio per questo che dopo pochi minuti dalla comunicazione dell'esito delle votazioni, il leader della Lega Umberto Bossi ha detto: "La strada è stretta, la via maestra rimane quella del voto". La conferma arriva pochi istanti dopo anche dal finiano Carmelo Briguglio: "Il risultato del voto ha detto agli italiani che senza Futuro e Libertà non ci sarebbe più questo governo".

I conti sono presto fatti. Senza i deputati finiani in effetti la maggioranza scende sotto soglia 316, a quota 310. Il gruppo è composto da 35 deputati dai quali va però escluso il presidente della Camera, che per prassi non vota. Dai 342 sì di oggi vanno però tolti anche i due esponenti di Fli che hanno votato contro la fiducia (Mirko Tremaglia e Fabio Granata). Si resta così a quota 310 deputati, che arrivano a 306 se si tolgono anche i 4 parlamentari dell'Mpa che hanno votato sì (il quinto, Aurelio Misiti oggi non ha partecipato al voto).

Berlusconi: "Nessun mercato dei deputati" - Il voto di fiducia è arrivato al termine di una giornata lunga, soprattutto per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che è tornato a rivolgersi al Parlamento anche nel pomerggio dopo il discorso (di circa un'ora) pronunciato in mattinata sui cinque punti e la risposta delle varie forze politiche. Nel corso della sua replica Berlusconi ha parlato della polemica relativa alla presunta compravendita di deputati. "E' inacettabile che si parli di questo", ha detto il premier (GUARDA IL VIDEO). "Non ci sarà nessun premio per gli ex Udc, nessun sottosegretariato, non c'è nessun calciomercato". "Il presidente del Consiglio - ha continuato - si è permesso di telefonare solo ad una parlamentare che partiva per la Russia. All'interno dell'Udc si è determinata una scissione di alcuni parlamentari che non si sono riconosciuti nella linea del partito ed sono andati da un notaio a costituire un nuovo gruppo. Questi parlamentari, se daranno il loro voto non avranno un premio né un posto da sottosegretari". 

L'attacco di Di Pietro - Dopo Berlusconi ha preso la parola Antonio Di Pietro, con un duro intervento (GUARDA IL VIDEO). Il leader Idv è stato più volte interrotto dalle proteste della maggioranza e lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, lo ha ripreso in varie occasioni per il linguaggio utilizzato e richiamato ufficialmente per due volte. Anche il premier Berlusconi aveva chiesto a Fini di intervenire rispetto alle affermazioni di Di Pietro. Il presidente Idv ha accusato Berlusconi di essere uno "stupratore della democrazia" e di aver prodotto con il suo governo soltanto "leggi ad personam in difesa dei suoi interessi e per sfuggire alla giustizia, assieme alla sua cricca". I deputati del Pdl hanno abbandonato l'Aula per protesta.

Bersani: "Ecco la politica ghe pensi mi" - "Un discorso molto debole, pieno di promesse risapute, promesse che non arrivano mai. In questi due anni abbiamo vissuto l'epoca gloriosa del 'ghe pensi mi' con risultati che sono sotto gli occhi di tutti". Così invece il segretario del Pd Pier Luigi Bersani (GUARDA IL VIDEO), nella dichiarazione di voto sulla fiducia, valuta l'intervento del premier. "E' la seconda volta - afferma Bersani - che la vediamo qui, la prima fu per l'insediamento del governo, poi più niente, 26 voti di fiducia e 54 decreti. Quella volta disse per venti volte la parola 'crescita' ed invece abbiamo avuto il calo più grande della storia del dopoguerra. Ci stiamo staccando dal gruppo di testa dei paesi europei".

La relazione del premier alla Camera - La lunga giornata del premier, che proprio oggi compie 74 anni, è iniziata alle 11 dove alla Camera ha illustrato i piani del governo per arrivare alla fine della legislatura. C'era molta curiosità per l'intervento di Berlusconi dopo settimane di accese polemiche all'interno della maggioranza, in particolare tra gli uomini del Pdl e quelli vicini invece a Gianfranco Fini.
Nel suo discorso delle 11, durato quasi un'ora (clicca qui per leggere i passaggi fondamentali e guardare il video integrale), il premier ha fatto un resoconto dell'attività governativa, iniziando dai temi economici, passando poi per la lotta alla criminalità organizzata e la poltica estera. Spazio poi ai cinque punti del documento annunciato le scorse settimane, a cominciare dal federalismo fiscale, grazie al quale, secondo Berlusconi, "gli italiani potranno usufruire di servizi pubblici di uguale qualità in tutto il territorio nazionale".

Gli interventi alla Camera e la replica di Berlusconi: I VIDEO

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