Bersani chiede al Parlamento "chiarezza" sul tema giustizia

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Alla vigilia del discorso di mercoledì di Silvio Berlusconi, il segretario del Partito democratico avverte: "E' ora che le Camere dicano se i cittadini sono ancora o no tutti uguali davanti alla legge"

Alla vigilia del discorso che Silvio Berlusconi terrà alla Camera sul nuovo programma
dell'esecutivo dopo la rottura nel Pdl, il leader del Pd Pier Luigi Bersani ha accusato il premier di essere interessato soprattutto alle proprie vicende giudiziarie, e ha chiesto che il Parlamento - dunque anche i finiani di Fli - si esprima "con chiarezza" sul tema
della giustizia.
"Dalle parole dell'avvocato (di Berlusconi e parlamentare del Pdl Niccolò) Ghedini e del ministro (della Giustizia Angelino) Alfano si capisce benissimo quale, tra i cinque punti di programma di cui parlerà il presidente del Consiglio, sia quello fondamentale e che più interessa Berlusconi e il Pdl", ha detto il segretario democratico in un comunicato stampa.

Secondo quanto riportato da alcuni media, infatti, scrivono che Ghedini, con l'avvallo del Guardasigilli, vuole l'accordo nella maggioranza per una legge per bloccare i processi in corso contro il presidente del Consiglio.
"Inutile che si usino tanti giri di parole, che si citino le grandi riforme, che si mettano insieme tutti gli altri punti: da mesi il Paese è bloccato attorno al problema personale del capo del governo", ha detto ancora Bersani nella nota. "E' ora che le Camere dicano se i cittadini sono ancora o no tutti uguali davanti alla legge, come prevede la Costituzione. E' su questo punto che il Parlamento si deve esprimere con chiarezza", ha concluso il leader del più grande partito di opposizione.

L'intervento di Berlusconi mercoledì alla Camera non prevede un voto di fiducia, ma il voto su una mozione che indica i cinque punti del programma del premier. I finiani di Futuro e Libertà per l'Italia hanno ripetuto diverse volte che intendono esprimere la fiducia al governo di centrodestra fino alla fine della legislatura, ma potrebbero anche votare in modo diverso su singoli punti e iniziative legislative che non condividono.

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