Dossier su Fini, Bocchino: “L’autore è Lavitola”

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Il capogruppo di Fli a Montecitorio: documenti falsi preparati dal direttore de L’Avanti, uomo vicino al premier. Palazzo Chigi: “Illazioni diffamatorie”. Il Fatto Quotidiano: la lettera che attribuisce a Giancarlo Tulliani la casa di Montecarlo è vera

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LA RASSEGNA STAMPA

Silvio Berlusconi respinge come atti irresponsabili le accuse dei finiani sui dossier. Il Capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino, rilancia confermando tutto nel suo intervento ad 'Annozero'. E facendo anche il nome di Walter Lavitola tra gli uomini che avrebbero lavorato alla 'patacca' dei documenti "falsi" contro il presidente della Camera. C'è stato un "lavorio diretto” nell'entourage del presidente del Consiglio, ha anche detto. E il Fatto Quotidiano (GUARDA LA RASSEGNA STAMPA) sostiene che la lettera pubblicata dal giornale dominicano El Nacional in cui si afferma che Giancarlo Tulliani - cognato di Gianfranco Fini - risulterebbe il titolare della società cui è intestato l'appartamento di Montecarlo, e che reca la fima del ministro della Giustizia dell'isola caraibica di Saint Lucia, "è vera". La risposta ad una domanda in tal senso ('quel documento e' vero o falso?') è venuta dallo stesso ministro Rudolph Francis, dalla Svizzera, raggiunto telefonicamente dal Fatto Quotidiano, che lo ha intervistato. "La prossima settimana - aggiunge Francis nel breve colloquio - rilasceremo un comunicato ufficiale su questa materia".

A proposito della presunta lettera con cui il ministro del Paese caraibico spiegava al suo premier
Palazzo Chigi aveva parlato nel pomeriggio di giovedì 23 settembre di "illazioni e congetture" mosse "nella più totale irresponsabilità". "Le illazioni, le voci e le congetture apparse su alcuni quotidiani sono assolutamente false, diffamatorie e destituite di ogni fondamento", si legge nel comunicato ufficiale della presidenza del Consiglio in cui si denuncia "la gravità di queste insinuazioni". Una presa di posizione, quella del governo, che ha caratterizzato l'ennesima giornata di tensione tra il Pdl e il gruppo di Futuro e Libertà: "Palazzo Chigi ha fatto benissimo a definire irresponsabili le illazioni", aveva precisato il capogruppo di Fli alla Camera che però aveva rilanciato: "Il problema semmai è avere certezza che, come accaduto in passato, non ci siano azioni torbide, illegali, deviate che, come tali, non sono certo a conoscenza dei vertici".

Bocchino aveva poi chiamato in causa il Cavaliere: "Il dossier - accusa - è stato prodotto ad arte da un persona molto vicina a Berlusconi che ha girato per il Sudamerica di cui al momento opportuno saprete il nome". Poi, nel corso della trasmissione di Santoro, ha fatto il nome di Lavitola, editore e direttore de 'L'Avanti' che replica parlando di una "bufala".

A dare forza al ragionamento del capogruppo del Pdl ci pensa anche la fondazione FareFuturo di cui Fini è presidente. Nell'editoriale del periodico on-line si parla di "emergenza democratica" a proposito dell'atteggiamento tenuto dalla stampa vicina al premier: "E' finito il tempo delle barzellette", incalza il direttore Filippo Rossi a proposito dell'incontro ad Arcore tra il capo del Governo, Vittorio Feltri ed Alessandro Sallusti, rispettivamente direttore e vice del Giornale.

A fare quadrato intorno al presidente della Camera ci pensano tutti i fedelissimi. Flavia Perina, direttrice del Secolo mette in chiaro che "Gianfranco Fini non è ricattabile, non si è sottomesso a messaggi intimidatori e si batte per una battaglia di trasparenza contro delle forze che al momento non sono pienamente identificate". Carmelo Briguglio invita invece Palazzo Chigi "a guardarsi vicino, in particolare al giornale di famiglia che il 17 settembre scorso ha parlato di una pista dei servizi segreti che portava ai Caraibi".

Nel botta e risposta tra maggioranza e finiani si inserisce anche Lorenzo Cesa, che chiama in causa il Copasir: "Faccia luce sulla vicenda", è la richiesta del segretario dell'Udc. Anche Rutelli interviene criticando "l'azione di demolizione" nei confronti di Fini: una operazione che "fa schifo", dice. Trasparenza la chiede anche Massimo D'Alema : "Ciò che abbiamo fatto e faremo - chiarisce il presidente del Copasir in un passaggio dell'intervista pubblicata oggi sull'Unità (la rassegna stampa) - è sollecitare costantemente chi ha la responsabilità di coordinare i Servizi - il DIS - ad esercitare i propri compiti istituzionali che comportano la vigilanza sull'operato degli apparati di intelligence affinché sia eliminato anche solo il sospetto di attività al di fuori delle leggi".

Alle accuse di Fli contro il Cavaliere replica compatta la maggioranza. “La vera campagna di fango è quella contro Berlusconi" attacca il coordinatore Sandro Bondi mentre Maurizio Gasparri invita chi muove le accuse di dossieraggio a "a denunciare queste vicende. Chi lo ha detto - aggiunge - evidentemente avrà le sue ragioni"'. Osvaldo Napoli invece si interroga sul ruolo di imparzialità del presidente della Camera: "Fini - osserva il vice presidente dei deputati Pdl - di fronte a fatti umani che lo toccano in profondità e rispetto ai quali non nascondo di avere comprensione, trova ancora la forza per esercitare con equilibrio il suo mandato?”.

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