Università, Tremonti: nuovi fondi nel decreto di fine anno

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
1' di lettura

A Palazzo Chigi la conferenza stampa del ministro dell'Istruzione e dell'Economia. Appello della Gelmini ai ricercatori: "Non interrompete la didattica. Il governo si attiverà per favorire la carriera dei giovani studiosi". SEGUI GLI INTERVENTI

ASCOLTA la conferenza stampa del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e del ministro dell'Economia Giulio Tremonti

Il Ministero dell'Economia rivedrà gli stanziamenti per l'Università nell'arco dei prossimi due mesi e la nuova dotazione sarà inserita in un decreto legge di fine anno. Lo ha spiegato Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Dobbiamo rivedere la dotazione. Pensiamo che in un mese o due si definiscano i presupposti del cosiddetto decreto di fine anno. Per quella data avremo ben chiaro quanto di ridotazione finanziaria sia necessario", ha detto Tremonti. Poi scherza: "Non potrei parlare, sono in conflitto di interessi. Sono stato un borsista, un assistente, poi professore universitario e credo di conoscere bene il problema dell'Università. Bisogna introdurre stabilità e sicurezza in un quadro di stabilità finanziaria".

In conferenza stampa il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha fatto un appello ai ricercatori "a non interrompere la didattica". E ha promesso che il Governo "si attiverà per favorire la carriera dei giovani studiosi".
L'interruzione della didattica, ha detto il ministro, "va a scapito degli studenti che rischiano di perdere molti mesi per il loro studio. Mi appello ai ricercatori perché si sentano considerati e valorizzati dal governo. C'è la massima attenzione alle loro esigenze. Con le risorse che abbiamo a disposizione non aumenteremo la pianta organica - ha spiegato il ministro - ma verrà riqualificato il ruolo dei ricercatori con la possibilità di farli passare al ruolo di professori. Ma ciò deve avvenire in un clima di reciproca responsabilità, non a danno degli studenti".

Leggi tutto