Berlusconi: "Finiani dissennati. Con noi i moderati"

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - Foto Getty
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"Non ci voleva questo assurdo teatrino politico in un momento di fuoriuscita dalla crisi" ha detto il premier. E ancora: "In arrivo deputati Udc, ma si sono offerti loro, non c'è nessun calciomercato". Fini: "Non commento". GUARDA L'INTERVENTO

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Convinto che alla elezioni si andrà solo tra tre anni, Silvio Berlusconi ostenta sicurezza e dal palco della festa della Destra di Storace non risparmia critiche ai finiani: con il nuovo gruppo "hanno fatto un'operazione dissennata", denuncia il premier. Parole dure a cui Gianfranco Fini replica secco: "Per un minimo di serietà non vale la pena commentare", dice secondo quanto riferiscono ambienti a lui vicini.

E se la tensione con il presidente di Montecitorio torna alla stelle, le cose per il premier non vanno meglio con l'ex alleato Pier Ferdinando Casini. Berlusconi sceglie proprio la Sicilia per far sapere di "essere stato contattato da molti parlamentari siciliani moderati e di ispirazione cattolica che dissentono dal loro partito che vuole allearsi con la sinistra. Sono loro - precisa Berlusconi - che pensano ad una nuova formazione politica per dare nuovamente una solida maggioranza al Governo". Il riferimento chiaro all'Udc è lampante, ed in particolare alla componente siciliana da giorni in rotta con il vertice del partito.
Un annuncio, quello del Cavaliere a cui replica a stretto giro di posta il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa: "Si tratta di squallide manovre trasformiste che porteranno nuova linfa al nostro partito".

Insomma, l'ampliamento dei confini della maggioranza resta in cima alla lista delle priorità del Cavaliere. Berlusconi pur riconoscendo che i finiani " sono persone con cui si può ragionare" mette in chiaro che "ci saranno gruppi pronti ad assumersi la responsabilità di sostenere il governo". Una serie di innesti che nulla hanno a che vedere con la compravendita: "Non si tratta di calciomercato - chiarisce - anche perché non capisco come mai i giornali della sinistra parlino di operazione giusta quando qualcuno se ne va dal nostro gruppo mentre per quelli che arrivano è calcio mercato".

Il Cavaliere avrebbe affrontato l'argomento anche con diversi esponenti del Pdl siciliano incontrati nel pomeriggio. Berlusconi avrebbe spiegato che con alcuni centristi i contatti sono in corso. Loro, è il ragionamento che avrebbero fatto i vertici del Pdl siciliano con il Cavaliere, aspettano però di sentire cosa dirà Berlusconi in Aula. L'arrivo dei nuovi innesti - secondo il premier - renderebbe marginale anche il 'peso' dei finiani.
Resta comunque da capire se non saranno poi le new entry a mettere la maggioranza sotto ricatto, ragiona ancora con i suoi. In quel caso, l'unica soluzione resterebbero le elezioni.

Con i siciliani, il presidente avrebbe parlato anche dell'annuncio di Gianfranco Micciché di fare un nuovo partito. Ha sbagliato tempi, modi e contenuti avrebbe osservato Berlusconi anche se sono in molti i dirigenti siciliani del Pdl a indicare in Raffaele Lombardo (con cui Berlusconi si è visto in aeroporto) il destinatario delle parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per puntellare la maggioranza, il premier chiama in causa anche Francesco Storace ricordando di aver lottato contro il veto imposto da Fini: "E' una delle battaglie che ho perso - ammette Berlusconi - contro un veto assoluto".
Berlusconi però è pronto a porre rimedio annunciando l'avvio di una stretta collaborazione con la Destra: "Le elezioni si terranno tra tre anni" ma prima, confida, "auspico che uomini della Destra possano entrare nel governo". Un annuncio che i boatos non esitano a definire come la premessa di un rimpasto di governo tenendo conto delle caselle libere nell'esecutivo.

L'intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

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