Pd, grande è la confusione sotto il cielo

Il segretario del Pd PierLuigi Bersani
1' di lettura

Veltroni in un nuovo documento accusa il suo partito di essere "senza bussola" e provoca un'infinità di polemiche. Marini: "Si tratta di buonismo ridicolo. Fariseismo". Bersani: "Il Pd non è il Pdl"

Un documento firmato Veltroni che arriverà in direzione il 23 settembre, ma il cui contenuto inizia a circolare (leggi l'anticipazione pubblicata sul blog del direttore di Europa Stefano Menechini) provocando polemiche e rivangando il vecchio dualismo tra veltroniani e dalemiani. Il risultato? Una pioggia di critiche che unisce alcuni ex popolari, tra cui l'ex presidente del Senato Franco Marini, e il segretario del partito Pierluigi Bersani, che sottolinea che "non è questo il modo e il tono per fare una discussione".

Veltroni: "Il partito è senza bussola" -
"Il partito è senza bussola": la frase che ripeteva Massimo D'Alema nelle riunioni della sua associazione Red, durante le segreterie di Walter Veltroni e di Dario Franceschini, compare oggi nel documento che lo stesso Veltroni ha promosso assieme a Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni, e che sarà reso pubblico nei prossimi giorni in vista della direzione del 23 settembre.
Il testo, fortemente critico sulla conduzione del partito, annuncia non la nascita di una corrente interna al Pd, bensì quella di un Movimento che "coinvolga forze interne ed esterne al partito". Ed è in questa logica che lo stesso Veltroni ha lanciato l'idea di un candidato premier esterno al Pd, come lo fu Romano Prodi.
Il documento osserva che nonostante la "crisi irreversibile del centrodestra" il Pd non riesce ad intercettare l'elettorato deluso del Pdl, tanto è vero che è inchiodato al 25%, mentre era al 34% alle elezioni del 2008, quando Berlusconi era al massimo dei consensi.
Un "paradosso" lo definisce il documento, e anche Massimo D'Alema, in una intervista alla "Stampa" ammette che questo "è un problema" che però "Bersani ha affrontato nel modo giusto con il discorso di domenica a Torino".

"No all'ipotesi neo-centrista" -L'analisi del documento è ben diversa: il Pd potrà ritrovare appeal se con "coraggio" e "innovazione" ripropone un progetto politico e un programma "riformista" che sappia parlare a tutto il Paese: dunque il ritorno alla vocazione maggioritaria e allo spirito originario del Pd. Altro che "ipotesi neo-frontista" (tutti insieme contro Berlusconi) o quella "neo centrista" (accordo con l'Udc) che circolano nel Pd "con svolte e controsvolte".
"Il superamento della crisi del Pd e il rilancio del suo progetto di innovazione e riformismo", spiega il documento, non richiede "una corrente, cioè uno strumento chiuso nella logica della lotta interna", bensì "un Movimento che si proponga il rafforzamento del consenso al Pd e del suo pluralismo, coinvolgendo forze interne ed esterne al partito, tornando ad appassionare energie che si sono allontanate".
All'idea del Movimento "interno ed esterno" al Pd, segue quella, proposta da Veltroni in un forum su Repubblica.it: "cercare il candidato fuori da sè, qualcuno che venga dalla società, in grado di federare", come seppe fare Romano Prodi.

Le reazioni di Dario Franceschini e di Franco Marini - La diffusione del documento ha suscitato la reazione negativa di Dario Franceschini, per il quale "è irresponsabile, di fronte alle spaccature della destra, offrire a loro le nostre divisioni. Questo è avvenuto troppe volte in passato, ed  è ora di finirla". Anche gli uomini vicini a Piero Fassino, con Cesare Damiano, e Marina Sereni, fanno lo stesso ragionamento. C'e' poi una competition per la leadership interna agli ex popolari tra lo stesso Franceschini e Fioroni, che mercoledì sera ne ha riunito un gruppo di 35 parlamentari che hanno firmato il documento; cosa che non ha fatto comunque Franco Marini, il quale oggi, in un'intervista a La Repubblica (guarda la rassegna stampa) ha detto senza troppi giri di parole: "Questi 'movimentisti' sostengono di aiutare il partito, ma si tratta di buonismo ridicolo. Fariseismo". Aggiungendo "Il 'movimento' è destinato ad entrare in rotta di collisione con il partito. Cosa significa stare dentro e fuori? Un disegno Veltroni ce l'ha anche se non so quale ... E poi cosa andiamo a dire a chi perde il lavoro? Che vogliamo tornare al fantasma del Lingotto!". "Chi sta provocando tutto questo, spero si senta sulle spalle un macigno... Il Pd è un patrimonio che ci hanno affidato gli elettori con le primarie, non certo per vedere i dirigenti colpiti dal morbo di ambizioni sfrenate e di personalismi feroci".

La replica di Bersani e la controreplica di Veltroni - Critiche sono arrivate anche da Antonello Soro e Pier Luigi Castagnetti, ultimo segretario del Ppi, che ha convocato assieme a Marini i popolari martedì sera. Duro il segretario Pier Luigi Bersani che ha parlato di "pacco-dono a Berlusconi": "Siamo un partito di tipo europeo con una maggioranza e una minoranza - ha detto a Porta a Porta - ma non è questo il modo e il tono per fare una discussione".
E sul "Papa straniero" ha ironizzato: "vedo che hanno cambiato idea..." dato che proprio i veltroniani si batterono per far scrivere nello statuto del Pd che il segretario sarebbe stato il candidato premier. E sul Movimento è stato ancora più netto: "Il Pd non è il Pdl. Da noi ci sono tutti gli strumenti per partecipare. Non si può dire sto dentro e fuori". Parole a cui lo sesso Veltroni controbatte da Caserta: "Un regalo a Berlusconi? E' esattamente il contrario e Bersani lo sa benissimo" per poi rassicurare il segretario che "io sto dentro il Pd, ci sto benissimo e ci resterò e cercherò di aiutare a farlo più grande".
Un obiettivo che serve a Veltroni a replicare anche ad altre bordate cui è stato fatto oggetto scandendo che "non ci sono disegni e giochini; ma l'unità, la si costruisce insieme e dicendo la verità. I sondaggi danno il Pd al 24,6 e io sono preoccupato...".

Leggi tutto