Berlusconi: "Non facciamo compravendita di deputati"

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
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Il premier assicura che ci saranno forze in parlamento che decideranno di appoggiare il governo. Intanto Fabrizio Cicchitto lancia un ultimatum ai finiani: "O rientrano nel Pdl o fanno un nuovo partito"

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"Non è vero che facciamo compravendita, non c'è nessun mercato. Nessuna campagna acquisti" di deputati. Silvio Berlusconi torna sulla questione che nei giorni scorsi ha scatenato le polemiche dell'opposizione e ad una settimana dal discorso programmatico del 28 settembre in cui chiederà al Parlamento il sostegno all'azione del suo governo, respinge le accuse di chi parla di 'mercato dei parlamentari'.

Per allargare la maggioranza, spiega il premier, non sarà necessario fare ricorso a nessuna campagna acquisti di parlamentari: semplicemente, sottolinea, ci sarà una scelta libera di chi appoggia l'esecutivo e voterà la fiducia "Quelli dell'Mpa sono stati eletti con noi, così quelli di Noi Sud. E' sbagliato pensare che io voglia comprare in altri partiti", ha sostenuto il presidente del Consiglio. Questo naturalmente non significa, ha osservato ancora il Cavaliere, che non ci possa essere un sostegno all'esecutivo da parte di altre forze. "Se ci sono - ha ricordato ancora il presidente del Consiglio - esponenti di altri partiti, tipo quelli dell'Udc, che vogliono sostenere l'esecutivo, lo faranno per scelta libera". "Niente di diverso, niente di più", ha ancora spiegato il premier.

Intanto non si placano le tensioni tra il gruppo finiano di Futuro e Libertà e il Pdl. Il capogruppo del Popolo della Libertà a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto lancia un nuovo ultimatum agli ex colleghi di gruppo: "nel medio periodo - dice - è evidente che coloro che hanno dato vita al gruppo Fli dovranno decidere se rientrare nel Pdl, gruppo parlamentare compreso, oppure se la scissione del gruppo parlamentare si tradurrà anche nella formazione di un nuovo partito".

Secca la replica del capogruppo di Fli, Italo Bocchino: "Cicchitto pone la questione in termmini ultimativi: o rientrate o formate un nuovo partito. Non ci lascia scelta. Ma dimentica che esiste un editto che dichiara Fini incompatibile con il Pdl: in base a questo editto siamo tutti incompatibili e le conseguenze verranno tratte a tempo debito "L'osservazione di Cicchitto - osserva Carmelo Briguglio - è acutissima: dopo l'intervento di Fini a Mirabello non ci sono ambiguità. La strada? E' la seconda che ha detto...". Cioè la nascita di un nuovo partito.

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