Torino, Milano, Napoli: in primavera si scelgono i sindaci

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Mentre a livello nazionale ci si interroga su un possibile ritorno al voto, a Bologna, Catanzaro, Trieste, Salerno, Benevento e in decine di altre amministrazioni locali si discute già di nomi, liste e alleanze

di Serenella Mattera

Al voto, comunque. Qualunque cosa si decida nelle prossime settimane in Parlamento a Roma e a prescindere dall’esito che avrà lo scontro Berlusconi-Fini, in primavera Milano, Napoli, Torino e Bologna vanno alle urne. E con loro Catanzaro, Latina, Pordenone, Trieste, Salerno, Caserta, Benevento. Insieme ad altre centinaia di Comuni d’Italia, chiamati a rinnovare i propri sindaci.

Sui giornali locali non si parla d’altro. Impazza il toto nomi, si dibatte sulle primarie, si fanno e disfano alleanze. Da mesi, ormai. Anche a Genova, per dire, dove si vota nel 2012, già si discute nel centrosinistra della possibile mancata ricandidatura del sindaco Marta Vincenzi e nel centrodestra delle ipotetiche strategie dei finiani. S’immagini cosa accade a Napoli, dove il centrodestra cercherà di interrompere la lunga era Bassolino-Iervolino. O a Milano, dove si eleggerà il sindaco dell’Expo. Ma anche a Salerno, dove Vincenzo De Luca sembra pronto a ricandidarsi per il quarto mandato (il primo nel 1993, poi un intervallo dal 2001 al 2006). O a Latina, dove le acque sono ancora agitate dopo le dimissioni di Vincenzo Zaccheo, sindaco del Pdl che lasciò l’incarico (già minato da spaccature nella maggioranza) quando Striscia la Notizia mostrò un fuorionda in cui tra le altre cose Zaccheo si raccomandava con la neo-eletta presidente regionale Renata Polverini di “non appaltare più” al suo avversario Claudio Fazzone, senatore del Pdl.

Al momento non è ancora possibile fare un conteggio definitivo delle amministrazioni che andranno al voto. Anche perché eventuali elezioni politiche anticipate potrebbero incidere: alcuni primi cittadini potrebbero decidere di lasciare anticipatamente l’incarico per poter correre per un seggio in Parlamento. Così fece nel 2008, ad esempio, l’allora sindaco di Roma Walter Veltroni, che avrebbe sfidato Silvio Berlusconi per la premiership.

Milano - Ad ogni modo, i fari sono al momento puntati sui quattro Comuni più importanti di questa tornata elettorale. Milano, innanzitutto. Dove per le primarie del centrosinistra in programma il 14 novembre si profila una sfida a tre, tra candidati espressione della cosiddetta società civile: l’avvocato ed ex parlamentare del Prc Giuliano Pisapia (il primo a scendere in campo), l’architetto Stefano Boeri (su cui punta il Pd) e il presidente emerito della Consulta Valerio Onida (scelto dal comitato “Milano riparte”). Anche se c’è chi, come l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, dice che sarebbe validissima anche la scelta dell’ex primo cittadino Gabriele Albertini. Quanto al centrodestra, mentre il Pdl sembra dare per scontata la ricandidatura di Letizia Moratti, a più riprese nel corso dell’estate la Lega ha avanzato l’idea di sostituirla con un proprio candidato, magari proprio con il leader Umberto Bossi.

Torino - Più in alto mare i giochi nella vicina Torino, dove l’attenzione è stata finora spostata soprattutto sulla vicenda del riconteggio dei voti che mette in dubbio il risultato delle elezioni regionali di marzo. La “schifezza” dei ricorsi, ha ostentato sicurezza il governatore leghista Roberto Cota, “sarà un boomerang per il centrosinistra, perché dopo le regionali perderà anche le comunali a Torino”. Per il centrodestra al momento c’è in campo il nome di Michele Coppola (Pdl), assessore regionale alla Cultura, ma i giochi sono tutt’altro che chiusi. Come nel centrosinistra, del resto, dove finora non è sceso in campo alcun candidato ufficiale. Si è fatto il nome dell’ex segretario Ds Piero Fassino e dell’ex presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio. Ma in tanti, incluso il sindaco uscente Sergio Chiamparino, non vedrebbero male la candidatura di un nome esterno ai partiti, come il rettore del Politecnico Francesco Profumo, il direttore del carcere delle Vallette Pietro Buffa o l’organizzatrice delle Olimpiadi invernali Evelina Christillin.

Bologna - Situazione complessa anche a Bologna. Nonostante siano trascorsi già diversi mesi dalle dimissioni del sindaco Flavio Delbono. Giancarlo Mazzuca, candidato in pectore del centrodestra, ha ritirato la sua candidatura (ma Maurizio Gasparri lo definisce tuttora “una delle opzioni migliori”) quando dal suo partito si sono iniziate a sondare altre strade, soprattutto in vista di una possibile alleanza con l’Udc. E bisogna poi tener d’occhio i finiani, per i quali il parlamentare Enzo Raisi dice possibile una lista autonoma. E il centrosinistra? Esclusa una candidatura di Romano Prodi, il nome caldeggiato al momento dalla maggioranza del Pd è quello di “mister preferenze” Maurizio Cevenini (anche detto “il Cev”). Ma c’è chi vedrebbe bene anche qui un outsider come l’imprenditore Valsoia, Lorenzo Sassoli De Bianchi, che però per ora declina.

Napoli, infine. Sono state subito archiviate le suggestive ipotesi che Alessandra Mussolini potesse correre per la Lega e il principe Emanuele Filiberto per la Lega Sud Ausonia (“Ho scelto da tempo la carriera televisiva”). Per il centrosinistra, dove c’è chi ritiene non impossibile un ritorno sulla scena di Antonio Bassolino, i nomi attualmente in campo per la successione a Rosa Russo Iervolino sono quelli di Umberto Ranieri, responsabile Mezzogiorno del Pd, Nicola Oddati, assessore comunale alla Cultura e Amato Lamberti, ex presidente della Provincia. Ma l’Idv è pronto a giocare l’asso Luigi De Magistris. Nel centrodestra, intanto, Futuro e libertà lancia le primarie, dal 15 al 17 ottobre, e invita ad aderire tutti i partiti dello schieramento, dall’Udc al Pdl. Intanto i Popolari per il Sud propongono di candidare Clemente Mastella. Mentre nel Pdl si fa il nome di Mara Carfagna, ma piace molto anche quello del “re delle cravatte”, Maurizio Marinella, che dopo una cena estiva con Silvio Berlusconi si è detto pronto ad accettare la sfida.

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