Stracquadanio (Pdl): prostituirsi in politica è legittimo

Il deputato Pdl Giorgio Stracquadanio
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Il deputato riaccende la polemica dopo che Angela Napoli (Fli) aveva accusato alcune colleghe della maggioranza. Poi smentisce: “Ho solo detto che il fisico è importante”. Il Pd: che schifezza. Generazione Italia ironizza: “Basta che paghino le tasse”

Prostituirsi per fare carriera - La questione morale arriva in Parlamento. E a finire sotto processo è il sesso dietro le istituzioni, anzi la prestazione del corpo femminile usata per fare carriera in politica.
L'ha detto chiaro e tondo Angela Napoli (Fli) qualche giorno fa, usando un termine inequivocabile ma inquietante se riferito alle aule parlamentari: prostituzione. E ora, a riaccendere le polemiche ci pensa il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio che in un'intervista a Klauscondicio ha sentenziato: "E' assolutamente legittimo usare il proprio corpo per fare carriera politica".
Insomma “è legittimo che ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. E' invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo".
Per il deputato ognuno ha il diritto "di assecondare le virtù che la natura gli ha dato e di farne degno utilizzo in un congruo collocamento esistenziale. Sono fatti privati. Ognuno deve disporre del proprio corpo come meglio crede. Non mi interessa. Fino a quando esiste consenso non c'è violenza e se non c'è violenza non c'è problema".

La smentita - Dichiarazioni queste che in un secondo momento l'esponente del Pdl ha in parte corretto con queste parole:"Ho solo detto che in Parlamento, come in qualsiasi altro lavoro l'aspetto fisico è importante, perché presentarsi curato significa avere rispetto di sé".

Poleiche e insulti - Ma nel frattempo Stracquadanio era già stato coperto da una valanga di contumelie: "Nauseabondo" (Luigi Zanda, Pd); "trionfo dell'ignobile" (Alessandro Pignatiello, Pdci); "patologia da misoginia" ( Patrizia Bugnano, Idv); "roba da papponi" (Antonio Borghesi, Idv); "avvilente" (Barbara Saltamartini, Pdl); "dichiarazioni pericolose"(Aldo Di Biagio, Fli); "volgare e inaccettabile" (Roberta Angelilli, Pdl).
"Non so descrivere con precisione le sensazioni provocate dalle affermazioni dell'onorevole Stracquadanio. Orrore, amarezza, rabbia. E tanto altro. Mi viene solo voglia di dire, che schifezza. Dietro quelle parole c'è una concezione umiliante della donna e una considerazione dell'impegno politico davvero squallida” dichiara la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro.

Altri parlamentari, hanno invece tentato la via dell'analisi politica: "Le affermazioni di Stracquadanio - ha detto Luigi De Magistris (Idv) - sono lo specchio perfetto che caratterizza il Pdl, il cui capo non ha esitato a candidare tante sue avvenenti amiche". Secondo Rosa Villecco Callipari (Pd), il centrodestra "ha sdoganato un'altra parola: prostituirsi e lo ha fatto riferendosi alla politica. Competenza? Merito? Non servono, riflettano gli elettori del Pdl". Leoluca Orlando, portavoce dell'Idv, ha detto che "considerare normale la prostituzione di uomini e donne per fare carriera è un insulto prima ancora che alla politica, a valori umani irrinunciabili".

Generazione Italia ironizza - Immediata anche la risposta di Generazione Italia, l'associazione vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini, che ironizza sulla tesi del deputato Pdl: "Ci verrebbe da riprendere il grande Corrado Guzzanti e il suo famoso sketch, quello de 'siamo nella Casa della Libertà e facciamo un po' come c... ci pare'. Ma visto che potrebbero accusarci di flirtare con il 'compagno' Guzzanti e visto che siamo in una fase di difficoltà economiche, ci limitiamo al liberalissimo 'basta che paghino le tasse'".
E Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà per l'Italia, chiosa: "L'uso del corpo in chiave strumentale mal concilia con l'affermazione in un contesto pubblico e istituzionale in cui la rettitudine morale e professionale, oltre che il merito e la capacità, dovrebbero essere un parametro indifferibile per chi teoricamente è chiamato alla gestione della cosa pubblica".

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Ascolta l'intervista rilasciata da Giorgio Stracquadanio a Klaus Davi


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