Da Bonanni a Schifani, quando la piazza si fa violenta

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Prima le contestazioni al presidente del Senato, poi l'aggressione al sindacalista e le polemiche sulle frasi di Brunetta secondo cui dentro la cultura del Pd c’è “una componente squadrista”. E ancora: gli insulti a Dell’Utri. Un'escalation che preoccupa

Le foto della contestazione a Bonanni
Le foto della contestazione a Schifani

"Sembriamo un Paese sull'orlo della guerra civile". Lo dice Enrico Letta, vicesegretario del Pd, e vien voglia di credergli. Sabato gli attacchi al presidente del Senato Renato Schifani , che non ha potuto prendere la parola per una violenta contestazione dei "grillini" e del Popolo viola. Ieri, sempre a Torino, contro il leader della Cisl Raffaele Bonanni si è arrivati addirittura al lancio di fumogeni da parte dei giovani dei centri sociali.

Preoccupa l’escalation di violenza di queste ultime settimane. La festa del Pd a Torino, fiore all'occhiello della politica riformista e dialogante della sinistra, si sta trasformando in un problema di ordine pubblico che tormenta anche i vertici del partito. L’ultimo episodio – il più violento – ieri pomeriggio. Un coro di "vergogna vergogna", fischi, facsimile di banconote da 50 euro con la scritta "il denaro è un buon servo e un cattivo padrone" hanno accolto Bonanni al suo arrivo. Ma era solo l’inizio. Dopo pochi minuti un bengala ha raggiunto il leader della Cisl sul palco. A lanciarlo sarebbe stata una ragazza dei centri sociali, figlia di un pm. Bonanni, osservando il grande buco sul suo giubbotto, ha commentato scioccato: "Questi volevano farmi male" .
E a rilanciare la polemica, ci ha pensato il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, intervenendo ad Atreju 2010. Quell'aggressione, sostiene, mostra che "dentro la cultura e l'anima vera del Pd si mantiene una componente squadrista, reazionaria, estremista e conservatrice".
Parole che innescano la reazione, altrettanto ferma, degli esponenti del Partito Democratico. "Le frasi di Brunetta si commentano da sole: sono un triste atto di sciacallaggio politico. Il ministro quando parla di estremismo non deve sicuramente guardare in casa del partito democratico", affonda Cesare Damiano, capogruppo del Pd in commissione Lavoro.

Le contestazioni a Bonanni e Schifani non sono state però le uniche ad animare questi ultimi scampoli d’estate, evidenziando la spaccatura di un paese in cui le divisioni politiche e sociali rischiano di lasciare il campo a intolleranza e violenza.
Lo scorso 30 agosto a essere preso di mira è stato il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, a Como per presentare in anteprima nazionale i diari di Benito Mussolini (guarda il video) . Dell'Utri, condannato in appello a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa , non ha nemmeno iniziato l'incontro. Un centinaio di persone hanno cominciato a protestare gridando slogan e costringendo il senatore ad allontanarsi. Un episodio censurato da molti, ma non da Antonio Di Pietro (Idv), che ha parlato di "segnale positivo" perché "un gruppo di cittadini ha contestato il fatto che un condannato per mafia potesse intervenire durante un evento culturale". Caso chiuso? Nemmeno a dirlo. Il bis della contestazione è arrivato a distanza di 48 ore e di qualche chilometro. A Milano. A protestare circa cinquanta giovani dei centri sociali all’esterno del Teatro della Verdura, dove erano in corso le letture degli stessi diari. Il senatore aveva deciso di non partecipare, ma non è riuscito a evitare la protesta.

Rimane un giallo anche il tentativo di organizzare una contestazione contro il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il caso, scoppiato a pochi giorni dal suo discorso di Mirabello , ha creato ulteriore scompiglio nella maggioranza di governo. Il piano di organizzare dei pullman anti-Fini per fischiare il leader sarebbe fallito grazie alla denuncia di un ex militante di An.

Il video della contestazione a Schifani:




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