Bossi accelera sul voto, ma Berlusconi frena

Il leader della Lega Nord Umberto Bossi (Getty)
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Il Senatur non nega la possibilità di far mancare la fiducia all'esecutivo. E sul governo tecnico risponde: "Portiamo in piazza 10 milioni di persone". Immediata la risposta di Berlusconi che richiama "al senso di responsabilità per il Paese"

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I legisti non hanno dubbi: no a un governo tecnico, a questo punto la via maestra è tornare alle urne. E' quanto ribadisce il leader della Lega, Umberto Bossi, che conversando con i cronisti alla Camera non ha escluso la possibilità di far mancare il voto di fiducia al governo Berlusconi.
Immediata la risposta del presidente del Consiglio che con una breve ma esplicita dichiarazione ha invitato tutti al "senso di responsabilità per il Paese"  e sottolineato la necessità che "il governo del fare" continui a lavorare. "Abbiamo un'immagine positiva all'estero - avrebbe detto il presidente del Consiglio ai massimi dirigenti del Pdl riuniti a Grazioli per l'ufficio di presidenza - e dobbiamo continuare a lavorare con serenità e governare. "Dobbiamo mantenere le promesse che abbiamo fatto agli italiani".

Scontro Pdl Lega? - Il premier frena e il Senatùr invece spinge sull'acceleratore. Questo il nuovo scenario che si profila all'orizzonte. Con un Bossi agguerrito che dichiara di essere disposto a far mancare la fiducia al premier, se fosse questo l'unico modo per tornare alle urne.
In altre parole, alle elezioni si va "se ci sono le dimissioni di Berlusconi o un voto contrario" sui cinque punti programmatici su cui il governo ha intenzione di chiedere la fiducia.
Sullo scenario di un possibile ritorno alle urne a novembre, secondo Bossi, "dipende da quello che vuol fare Berlusconi". E conferma quanto aveva detto nei giorni scorsi: "La vera via d'uscita sono le elezioni". A chi gli ricorda che sulle urne la parola spetta a Napolitano, il numero uno del Carroccio replica: "Immaginate se io e Berlusconi portassimo 10 milioni di persone a Roma...".
Quanto alle mancate dimissioni di Gianfranco Fini (richieste da Pdl e Lega dopo il discorso di Mirabello), Bossi liquida tutto con una pernacchia e a chi gli chiede perrché non vuole un governo tecnico risponde: "Ci sono già in giro dei cornuti. Siamo noi che abbiamo vinto le elezioni".

Napolitano non si pronuncia - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal canto suo non commenta, almeno non direttamente, la possibile sfiducia al governo ventilata dal leader della Lega Umberto Bossi. "E' un problema puramente politico su cui non mi pronuncio. E' un annuncio, una scelta, non so come definirlo, di cui posso solo prendere atto". Ribadisce, però, di non aver ancora ricevuto nessuna richiesta ufficiale di incontro con Berlusconi sul "caso Fini". "Gli incontri li prevedo quando mi vengono richiesti: fino a questo momento non ho ricevuto nessuna richiesta".

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