Fini lascia il Pdl e aderisce a Futuro e libertà

L'aula di Montecitorio
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L'annuncio alla Camera sancisce ufficialmente il cammino della terza carica dello Stato. Alla riunione dei capigruppo Cicchitto denuncia l'incompatibilità del leader di Fli con il proprio ruolo istituzionale. Berlusconi in Aula a fine settembre

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Con la riapertura dei lavori alla Camera lo scontro in atto tra Gianfranco Fini e il Pdl si sposta dalle feste di partito all'aula della camera bassa.
E' qui, infatti, che si delinea il futuro del governo. E proprio oggi arriva l'annuncio ufficiale: Gianfranco Fini lascia il gruppo del Pdl, al quale era ancora iscritto, per aderire a Futuro e Libertà. Formalizzazione di un cammino segnato in questi mesi dalla rottura all'interno del partito fondato da berlusconi e Fini e la successiva nascita di un nuovo soggetto politico, Fli per l'appunto.

Le tensioni comunque restano. E il Popolo della Libertà si muove compatto contro la terza carica dello Stato. Questa volta tocca al capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto che sostiene che la sovrapposizione di ruoli tra Futuro e libertà e presidenza di Montecitorio, priva "Fini dei requisiti per una collocazione super partes". Secca la replica di Fini: "Ne prendo atto, ma non è una questione relativa a compiti e funzioni della capigruppo, per questo non considero necessario dare alcuna risposta in questa sede".

E mentre Berlusconi annuncia un intervento alla camera per fine settembre, Umberto Bossi rilancia il suo no a un governo tecnico e ventila anche la possibilità che la Lega faccia mancare la fiducia al presidente del Consiglio.

l'Idv, intanto, non resta fermo a guardare e Antonio Di Pietro rivela : "Abbiamo depositato una mozione di sfiducia al governo di Berlusconi, ma per poterla discutere in aula ci vogliono 63 parlamentari e noi ne abbiamo 24... E a oggi non siamo riusciti a trovare una firma in più, non dico dei finiani o dei casiniani, ma neppure del Pd. Si abbia il coraggio di mandare a casa Berlusconi".






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