Di Pietro: "Chi fischia è un difensore della legalità"

Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro
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Il leader dell'Idv va controcorrente e difende i contestatori del presidente del Senato. "In uno Stato di diritto ci dev'essere un luogo per far sentire la propria voce."

E' controcorrente la posizione di Antonio Di Pietro riguardo a chi ieri ha contestato Renato Schifani alla festa del Pd di Torino. Per il leader dell'Idv, chi fischiava era "un difensore della legalità". In un'intervista a Repubblica l'ex magistrato si chiede "quando un cittadino si può ribellare? In uno Stato di diritto ci deve essere un luogo per far sentire la propria voce. E dove se non in un comizio pubblico? Solo nei regimi è vietato contestare. Solo Gheddafi, quando è venuto, ha preteso incontri blindati".

Di Pietro ragiona così: "Sembra che in questo Paese non stia succedendo niente. Facciamo finta che non ci sia una cricca piduista e fascista che ha occupato le istituzioni, approvando leggi liberticide e ad personam che violano la Costituzione. Però tutto questo non si può dire e si vuole togliere al cittadino il diritto di ribellarsi quotidianamente". Di Pietro dice di rivendicare l'invito rivolto nei giorni scorsi ai cittadini di zittire Dell'Utri in tutte le piazze: "Rivendico la contestazione e l'esasperazione dei cittadini a Como e a Torino. E poi, io a Torino dal Pd, ci sono stato. Qualche giorno fa, a dibattere con Franco Marini. C'erano migliaia di persone. E' stato un tripudio di consensi per me. E per Marini molti fischi... C'è un popolo reale che vota e che non ne può più di questa opposizione con la cravatta al collo e la camicia bianca".

L'ex magistrato, poi, illustra la sua strategia: "Io sto cercando di denunciare la truffa mediatica di un Berlusconi che non ha più il carisma di anni fa. A me l'Alleanza democratica proposta da Bersani sta bene: l'obiettivo è cacciare Berlusconi. Ora, però, c'è da fare il contenuto. E il Pd deve decidersi: o sta di qua o sta di là, con i Fini e i Casini. In tal caso, l'IdV resterà un punto di riferimento per la difesa di certi valori". E ancora: "C'è un popolo che reagisce - sostiene Di Pietro -. Questo clima mi ricorda gli albori di Mani pulite: ci sono migliaia di persone che si sono rotte di sentirsi prese in giro, umiliate e offese. Quelli che se ne lamentano, anni fa vedevano come una liberazione la gente che scende in piazza". Quanto alla definizione di Fassino che ha parlato di squadristi, Di Pietro conclude: "Parlava al suo popolo, al popolo del Pd. E se l'ha definito così, vuol dire che questi dirigenti non riconoscono più neanche i propri elettori".

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