Napolitano: un'Europa più unita è un imperativo categorico

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Videoconferenza del presidente della Repubblica al workshop di Cernobbio: "E' essenziale rinnovare il patto di stabilità e di crescita”. Poi accelera sulla creazione di un’agenzia di raiting e aggiunge: “Spero che nasca una nuova generazione di leader”

"Io non vedo pericolo di morte imminente, ma un difetto di visione e di coraggio". Tuttavia, "continuo ad avere fiducia e ad essere un credente nell' Europa".
E' questo uno dei passaggi centrali del discorso del presidente della Repubblica tenuto in collegamento video con il workshop Ambrosetti.
"L'agenda  - ha spiegato Napolitano - si presenta più esigente che mai. Se nelle mie parole coglierete della drammatizzazione, non consideratela come una sottovalutazione degli sforzi compiuti nel 2010, né come manifestazione di pessimismo e arte della retorica. Non dobbiamo edulcorare la drammaticità delle prove che l'Europa è stata chiamata ad affrontare nell'urto della crisi globale, né la drammaticità delle sfide che pesano sullo sviluppo".

Buona reattività sulle questioni economiche - Napolitano ha poi parlato della situazione economica di Atene: "E' stato faticoso - ha detto - concordare una linea di condotta davanti all'esplodere della crisi greca ma sia pure con qualche ritardo ci si è riusciti". "Va dato merito - ha spiegato Napolitano - alle istituzioni e ai governi e alla Banca Centrale Europea intervenuta con particolare coraggio al Fondo Monetario Internazionale". "Si è dunque incominciato a lavorare - ha proseguito - su un'agenda già sufficientemente definita per rafforzare il sistema che ha dimostrato gravi falle, creando un meccanismo e un Fondo europeo delle crisi, prevenendo improvvise emergenze attraverso una più efficace sorveglianza di bilancio, un più stretto controllo dell'Eurostat, sull'elaborazione dei dati di finanza pubblica con la creazione di un'agenzia di rating per i rischi sistemici e la vigilanza macroprudenziale".

"L'Europa unita è un imperativo categorico" - Secondo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il trasferimento di sovranità da parte dei singoli Stati alle istituzioni europee "è cruciale", anzi, "la dobbiamo considerare, a distanza di quasi 60 anni dalla nascita dell'Europa comunitaria, una esigenza concreta".
Il capo dello Stato ha sottolineato che quel sogno di una Europa unita ora è cambiato diventando "un imperativo categorico. O andiamo avanti in quella direzione o rischiamo di pesare sempre meno nel mondo".

Un'agenzia di rating europea - Napolitano ha fatto quindi degli esempi concreti di ciò che si potrebbe e si dovrebbe fare a partire dalla creazione di una agenzia di rating europea "che può sembrare una questione minore ma non lo è". E questo è dimostrato dal fatto che le agenzie possono avere "un ruolo fuorviante e non sempre disinteressato".
Il presidente della Repubblica però ha "fiducia che non ci si arresti nel varare alcuni di questi provvedimenti". La crisi globale e l'attacco all'euro hanno dimostrato la loro necessità e su questo Napolitano ha voluto rendere "omaggio" al presidente della Banca centrale europea Trichet, che in questa situazione "è riuscito a tenere la barra dritta".

Rinnovare il patto di stabilità - "E' essenziale - ha poi aggiunto - rinnovare il patto di stabilità e di crescita e consolidare nell'Unione Europea la stessa cultura di stabilità.  Serve bloccare l'aggravarsi del debito pubblico e del debito sovrano degli Stati, compiendo nello stesso tempo ogni sforzo per promuovere lo sviluppo dell'economia europea, evitando rischi di deflazione, contribuendo al rilancio dell'economia mondiale in una fase ancora incerta".
Il capo dello Stato ha quindi spiegato che a questo proposito le indicazioni in agenda "non mancano". "Non si tratta - ha precisato - di un appello alle riforme ma l'impegno prospettato nel programma della Commissione e sancito dal Consiglio Europeo di giugno che vincola ogni governo a presentare, entro la fine di quest'anno, un preciso piano nazionale di riforme".

Una nuova politica industriale - Napolitano ha quindi ricordato l'iniziativa della Commissione europea per una nuova politica industriale dell'Unione da lanciare nel prossimo ottobre per la quale "dovrebbe prepararsi anche l'Italia".
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è poi detto convinto che "una nuova generazione di leader potrà nascere, lo credo e lo spero. Ma non succederà per miracolo, bensì attraverso una vasta mobilitazione della società civile e della società politica, un impulso di opinione pubblica informata e competente".

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