Fini: "Si parla di riforme da 20 anni ma non si fa nulla"

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini
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Il presidente della Camera al raduno di “Alleanza per l'Italia”, il partito di Rutelli: "La logica dell'avversario deve prevalere su quella del nemico". Poi apre al confronto "tra le varie culture politiche". IL VIDEO CON L’INTERVENTO INTEGRALE

Fini, Berlusconi e il Pdl. LE FOTO
Pdl, c’eravamo tanto amati. IL VIDEO

Doveva essere poco più di un saluto ed invece il ritorno di Gianfranco Fini dopo il silenzio di agosto, nell'arena della Festa dell'Api, fissa i capisaldi e la filosofia della rotta che traccerà domani a Mirabello.

"Ci sono dei momenti nei quali bisogna guardarsi dentro e dire che è arrivato il momento di fare ciò che si ritiene giusto anche se non è conveniente", molla gli ormeggi il presidente della Camera che precisa di parlare "in nome degli amici che intendono la destra in un certo modo", rivendica "il primato della politica" e la "necessità di un confronto tra le varie culture abbattendo vecchi muri".

Tra chi lo incita a "mandare a casa" il premier Silvio Berlusconi e chi lo contesta come "un traditore", Fini è atteso come ospite d'onore alla Festa di Alleanza per l'Italia. La sintonia tra Fli, Api e Udc, dopo il battesimo sulla mozione Caliendo, è un futuro da costruire anche se, dirà con chiarezza il coordinatore Silvano Moffa sul palco dopo Fini, "è un'area interessante e può essere un punto di partenza per ristrutturare il centrodestra".

Fin qui Fini non si spinge, limitandosi a volare alto salendo sul palco, senza però rinunciare a fissare i principi del suo impegno politico che domani disegnerà in un discorso atteso come una nuova svolta dell'ex leader di An. "La propaganda - esordisce - è un momento dell'impegno politico ma la politica è confronto di idee. Se prevale la propaganda, se ci si arrabatta in una fase convulsa e poco edificante, è naturale che un impegno alto e nobile in politica finisce per essere minoritario ma anche se minoritario è essenziale perché è l'unico antidoto possibile per fermare la crisi di fiducia verso le istituzioni". E ancora: "Da due decenni si parla di riforme e poi non si fa nulla". Una rivendicazione del suo ruolo nel Pdl e una difesa della politica "con la P maiuscola perché il primato della politica non è un'espressione demodé.

E la politica del 2010 che Fini immagina è quella che non comprende "la categoria del nemico" ma solo dell'avversario e che va oltre le vecchie categorie di destra, sinistra e centro. Su grandi questioni, come la cittadinanza, la rielaborazione del welfare o le forme della democrazia il confronto è necessario "perché altrimenti è da due decenni che si parla di riforme e poi non si realizza nulla". E perché "in questa lunga interminabile transizione, caduto un muro, se ne alza un altro e l'impressione è che lo si faccia solo per impedire di risolvere i problemi".

Parole che Francesco Rutelli, di cui Fini ricorda la stima antica a partire da un dibattito dell'83 coordinato dall'allora giornalista Andrea Ronchi, apprezza. E Bruno Tabacci spera e sprona: "Sono sicuro che faremo cose insieme anche perché questa è un'area che si è dimostrata capace di far ragionare il governo sulle intercettazioni come sul processo breve". Non il terzo polo, "ma il primo polo che si candida al governo del paese per il XXI secolo", si spinge a pronosticare Ferdinando Adornato dell'Udc.

Domenica 5 settembre a partire dalle 18, su SkyTG24 e in streaming su Sky.it, sarà possibile seguire l'atteso intervento di Gianfranco Fini a Mirabello, in occasione della festa di Futuro e Libertà per l'Italia.

Guarda gli altri interventi alla festa dell'Alleanza per l'Italia:

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